Lino Banfi: «Amo la Roma, Falcao poteva diventare mio genero. A Cassano avevo dato un consiglio…» | OneFootball

Lino Banfi: «Amo la Roma, Falcao poteva diventare mio genero. A Cassano avevo dato un consiglio…» | OneFootball

In partnership with

Yahoo sports
Icon: Calcionews24

Calcionews24

·27 Mei 2026

Lino Banfi: «Amo la Roma, Falcao poteva diventare mio genero. A Cassano avevo dato un consiglio…»

Gambar artikel:Lino Banfi: «Amo la Roma, Falcao poteva diventare mio genero. A Cassano avevo dato un consiglio…»

H2: L’attore grande tifoso della Roma: «Merito di due piatti… Dybala mi ha promesso di esultare alla Canà. A Trigoria Pellegrini e Mancini mi chiamano Libero»

Attore tra i più noti del cinema italiano, Lino Banfi è legato al mondo del calcio non solo perché lo segue ed è tifoso della Roma ma anche per l’interpretazione di Oronzo Canà ne L’allenatore nel pallone. La Gazzetta dello Sport lo ha incontrato.


Video OneFootball


TIFOSO GIALLOROSSO «Roma mi ha cambiato la vita. È la città dove ho raggiunto il successo e mi sentivo di doverle dare qualcosa in cambio. Anche perché l’Olimpico è uno dei pochi posti dove riesco ad andare senza essere travolto dalla gente; infatti, anche se vivo a Roma da settant’anni, non ho mai visto Castel Sant’Angelo, il Pantheon e non sono mai salito sulle scalinate di San Pietro».

UN EPISODIO SCATENANTE «Sì. Da giovanissimo accompagnavo i ragazzi in sedia a rotelle a vedere le partite allo stadio. Non avevo un soldo e avevo sempre fame, quindi, quando potevo, passavo dal bar del tennis lì vicino per farmi offrire un panino.

Un giorno accompagnai un ragazzo laziale che però non volle pagarmi nulla: era agiato e voleva solo vedere la partita. La settimana seguente, invece, mi affidarono un romanista. Io, memore della volta precedente, lo portai subito verso lo stadio e lui: “Ao, ma che fai? Annamo al bar del tennis, se famo du’ matriciane!”. Io rimasi incredulo, e lui: “Se famo anche ‘na cacio e pepe a mezzi, se vuoi”. Quasi mi commossi. Da quel giorno sono diventato romanista».

A TRIGORIA «Ho visto dei ragazzi fantastici. Pellegrini e Mancini si sono quasi commossi perché sono grandi fan di Un medico in famiglia; infatti mi chiamavano Libero (il nome del personaggio di Lino nella serie, ndr). Invece per il Gasp sono “Mister”: tutti i tecnici lo fanno, dopo L’allenatore nel pallone. Ma quello che mi ha colpito più di tutti è stato Dybala.

Gambar artikel:Lino Banfi: «Amo la Roma, Falcao poteva diventare mio genero. A Cassano avevo dato un consiglio…»

Paulo Dybala Roma

Stava facendo un allenamento tremendo: correva sul posto con una cintura legata in vita e un ragazzo che lo teneva. Poi, quando mi ha visto, si è fermato, abbiamo scambiato due parole e mi ha fatto una promessa. Di urlare il mio grido di battaglia quando segnerà il prossimo gol. Gli ho detto di andare davanti alla telecamera e urlare: “Porca puttena!”. Volevo chiederlo anche a Malen, ma non c’era».

IL GIOCATORE PREFERITO «Direi Falcao. Era mio ospite fisso in televisione. Gli sono molto grato perché mi fece conoscere Pelé. Me lo presentò una volta che era in viaggio a Roma; ci provai a parlare, ma lui conversava solo in brasiliano stretto. Però abbiamo una foto tutti insieme che ho incorniciato e messo sulla mia scrivania».

GENERO «L’ho ospitato tante volte a casa mia e ho rischiato anche di averlo come genero, perché ci provava con mia figlia! Poi lei mi chiese di dirgli che era fidanzata e non voleva saperne: fui io a dover fare l’ambasciatore».

CASSANO «Conosco bene sua madre, una signora di Bari Vecchia che mi chiamava sempre quando Antonio giocava nella Roma: “Tu sei il mito di mio figlio, solo tu puoi fargli mettere la testa a posto”. Quindi organizzai una cena con Cassano e i suoi cugini.

Gli dissi: “La prossima volta che fai un fallo e ti fai ammonire, fai un gesto controcorrente: non protestare, ma fai un inchino”. Lui ci pensò e poi mi rispose in barese stretto: “Lino, tu sei il mio idolo, ma proprio non ci riesco”. L’anno dopo andò al Real Madrid».

CATTOLICO «Ho avuto la fortuna di incontrare e conoscere tre Papi. Spero un giorno di essere invitato anche da Papa Leone.

Specialmente con Francesco ho o splendido: l’ho visto 16 volte e ogni tanto dal Vaticano mi chiamavano dicendo che Sua Santità voleva scambiare quattro chiacchiere con me. Una delle ultime volte mi disse: “Tu fai una carezza al cuore di queste persone”. Porterò questa frase sempre con me».

Lihat jejak penerbit