Lotito: «Tifosi? Rappresentano il dodicesimo uomo in campo e non è una frase convenzionale. Sul derby scelta oculata e responsabile» | OneFootball

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·13 Mei 2026

Lotito: «Tifosi? Rappresentano il dodicesimo uomo in campo e non è una frase convenzionale. Sul derby scelta oculata e responsabile»

Gambar artikel:Lotito: «Tifosi? Rappresentano il dodicesimo uomo in campo e non è una frase convenzionale. Sul derby scelta oculata e responsabile»

Lotito sicuro: «Tifosi? Rappresentano il dodicesimo uomo in campo e non è una frase convenzionale. Sul derby scelta responsabile»

Anche Claudio Lotito è intervenuto sulla decisione di modificare orario e data del Derby della Capitale, un tema che continua a far discutere l’ambiente romano. Il presidente biancoceleste ha espresso la sua posizione ai microfoni di Sport Mediaset, aggiungendo un ulteriore tassello al dibattito che accompagna una scelta ritenuta delicata per l’impatto su tifosi e programmazione. Le dichiarazioni arrivano alla vigilia della finale di Coppa Italia contro l’Inter:


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DERBY – «Un derby contemporaneamente alla finale del tennis è sicuramente un rischio maggiore. Sia in termini di presenza del pubblico, sia in termini di qualche persona scriteriata che volesse fare un gesto inconsulto e quindi ha un palcoscenico che potrebbe allettarlo ancora di più. Se il prefetto ha scelto così l’ha fatto a ragion veduta, conosce benissimo Roma. Immaginate se venisse fatto un gesto inconsulto in quel momento cosa succederebbe. Come oggi, domani, ci sono 150 paesi collegati. Penso sia stata una scelta oculata e responsabile».

TIFOSI – «Loro rappresentano il dodicesimo uomo in campo e non è una frase convenzionale. È una realtà, ti danno una spinta in più e una motivazione in più. Chi gioca, sa che ci sono tante persone che spingono e hanno la voglia di identificarsi nelle loro gesta, devono dare il massimo e il 300% delle loro potenzialità per accontentare ed esaudire i sogni dei tifosi»

PRESIDENZA FIGC – «Non ho nulla contro la sua candidatura, ma da persona che lavora in questo mondo da tanti anni vi dico che avrei prima fatto tutte le riforme, e poi avrei scelto Malagò. Anzi, l’avrei anche messo come commissario se questa era la volontà. Così è come prendere un cavallo e poi la stalla, che faccio? Tengo il cavallo per strada? È questo il tema secondo me. Non è un problema di persone, ma come al solito in questo paese, ciò conta più degli aspetti concreti. Il sistema così com’è è sbagliato, e non è un uomo solo al comando a cambiare le cose. Le leggi le fa il Parlamento, non la Federazione, quindi sarebbe stato più giusto che il Parlamento si assumesse la responsabilità di disegnare un nuovo assetto e una nuova organizzazione, e il calcio avrebbe potuto poi scegliere il presidente».

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