Lucchini a SampNews24: «Ricordo il derby vinto col mio assist per Cassano. Troppi pochi italiani in Serie A, come ct sceglierei…» | OneFootball

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·23 April 2026

Lucchini a SampNews24: «Ricordo il derby vinto col mio assist per Cassano. Troppi pochi italiani in Serie A, come ct sceglierei…»

Gambar artikel:Lucchini a SampNews24: «Ricordo il derby vinto col mio assist per Cassano. Troppi pochi italiani in Serie A, come ct sceglierei…»

L’ex calciatore della Sampdoria, Stefano Lucchini, ha ricordato i suoi anni in blucerchiato e ha parlato della crisi del calcio italiano

Intervistato in esclusiva da SampNews24, l’ex calciatore dei blucerchiati Stefano Lucchini, ora vice allenatore del Campobasso, si è espresso così su diversi temi legati anche al calcio italiano.

IL RICORDO PIU’ BELLO DEI MIEI ANNI ALLA SAMP«Ne ho veramente tantissimi di ricordi belli, perché io sono arrivato nel duemilasette e la prima partita ufficiale che abbiamo fatto a Marassi ho fatto gol. Praticamente era il mio esordio in una competizione europea, e alla prima partita ho fatto subito gol. Speravo fosse uno di tanti gol, che invece è stato l’unico nei quattro anni che ho vissuto alla Sampdoria. E mi ricordo il derby vinto l’anno della Champions League per 1-0, con il mio assist ad Antonio Cassano per il gol di testa. Sono momenti che mi porto sempre e che ricordo con grandissimo piacere. Ma io veramente ho vissuto quattro anni incredibili. E nei quattro anni metto anche l’ultimo, che purtroppo non è andato benissimo a livello di squadra e anche a livello personale, perché quando una squadra retrocede probabilmente anche a livello personale non hai dato e non sei riuscito a dare quello che ti aspettavi.


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Però io ho solo ricordi belli, perché si era creata una certa empatia tra me e la tifoseria. Io sono tornato un paio di volte a giocare contro la Sampdoria, con il Cesena e l’Atalanta, e l’accoglienza che ho avuto dalla curva è stata veramente incredibile, quindi si è creato un legame importante. Io l’ho detto, e qualcuno lo sa anche da parte dei tifosi, che l’anno che sono andato all’Atalanta sono andato via perché la società ha voluto mandarmi via, ma io avevo un altro anno di contratto, avevo parlato di poter rinnovare anche in bianco, con la speranza di riuscire a tornare in Serie A e quindi di poter poi discutere il rinnovo di contratto nel modo in cui andava discusso. E purtroppo non ci sono state le condizioni, la società ha deciso di fare altre scelte, ma io mi vedevo a finire la carriera alla Samp, perché quando sono andato via avevo già trenta anni e mi vedevo lì fino alla fine».

SU QUALE ALLENATORE PUNTARE COME PROSSIMO CT DELL’ITALIA? «Io sinceramente faccio fatica a darti un nome, perché sono tutti grandissimi allenatori. E io penso, ma è un mio parere, giusto o sbagliato, non posso dirlo, che in questo momento non sia una questione di allenatore, sia più una questione generale dei giocatori che vanno in Nazionale. Noi abbiamo, se andiamo a guardare il campionato italiano, pochi giocatori italiani che giocano e sono protagonisti nel nostro campionato o nei top campionati europei. E questo secondo me è un problema, non è tanto l’allenatore, che noi di allenatori bravi ne abbiamo e li cercano in tutto il mondo. Il problema secondo me è far crescere dei giocatori che poi possono essere funzionali in Nazionale, perché se andiamo a vedere l’Italia che ha vinto nel duemilasei e andiamo a vedere i giocatori che erano in campo, da Totti, Del Piero a Cannavaro, Nesta e così, se andiamo a vedere la Nazionale di oggi dei giocatori che sono nelle big italiane o europee non ce ne sono così tanti. E secondo me bisogna rifondare quello che è un pochettino tutto il calcio. Io ho allenato per qualche anno le primavere di Cremonese e Feralpisalò e penso che vedere oggi la Primavera due, che è diventata non più un under diciannove ma un under venti, vedere dei ragazzi che a venti anni giocano ancora in Primavera è un problema.

Questo perché probabilmente negli altri campionati europei, vedi la Francia, vedi la Spagna, a sedici, diciassette, diciotto anni ci sono giovani che giocano in prima squadra. Noi a venti anni li facciamo giocare ancora in Primavera e quindi penso che bisogna guardare bene dentro nel movimento e fare delle riforme che possano far crescere al meglio i nostri giovani per renderli funzionali un giorno alla nostra Nazionale. Penso che noi abbiamo cercato di far delle riforme ma non le abbiamo azzeccate in pieno, anche quella della possibilità di far giocare e di fare minutaggio in Lega Pro. C’è, ma è quasi una forzatura che a volte purtroppo non esalta realmente il giovane, perché sei obbligato tra virgolette a farlo giocare e quindi fai giocare il giovane che vai a prendere in base alle possibilità che hai. E questo secondo me è un errore, gioco perché merito, non perché devo fare minutaggio, e secondo me purtroppo questo è un altro problema che abbiamo. La Serie C dovrebbe essere il fulcro per far crescere i nostri giovani, ma quelli che meritano di giocare, non solo perché sono giovani e possono fare minutaggio».

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