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·12 Mei 2026
Luiso: «Lombardo e Mancini vanno confermati e serve il riscatto di Begic! Mi piacerebbe allenare nelle giovanili della Samp» – ESCLUSIVA

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·12 Mei 2026

Pasquale Luiso ha vissuto un’esperienza a Genova durante la sua lunga carriera vissuta tra Sora, Torino, Avellino e Salernitana (e non solo). L’ex giocatore della Sampdoria ha parlato in esclusiva con noi di SampNews24 sui diversi temi relativi alla stagione dei blucerchiati. Dalla conferma di Attilio Lombardo e Andrea Mancini al futuro di Tjas Begic, il tutto passando per un racconto della sua parentesi doriana. Le sue parole:
La Sampdoria ha vissuto una stagione complicata terminata con una salvezza che ad un certo punto sembrava irraggiungibile. Che giudizio dà del percorso dei blucerchiati?
«Sono andato a vedere Pescara-Sampdoria e ho salutato Attilio, mi ha fatto gli accrediti e gli ho portato fortuna. Ci siamo salutati, sono sceso giù negli spogliatoi e gli ho fatto poi i complimenti a lui e a Mancini dopo la vittoria di Pescara: hanno fatto una grande gara. Lombardo in questo finale di stagione ha fatto un grosso lavoro. Non era facile in quel momento prendere la situazione in mano, ma il lui ha tanta esperienza e poi era il suo sogno. Penso che abbia portato a termine un’impresa, il suo sogno si è realizzato!».
Il tema caldo in casa Samp è quello relativo al futuro di Attilio Lombardo, acclamato dai tifosi in questi giorni. La società dovrebbe confermarlo per la prosecuzione del progetto?
«Sicuramente la società sta facendo le proprie valutazioni. Noi tutti quanti speriamo che Attilio abbia questa possibilità di ripartire dall’inizio della stagione, perché poi quando l’allenatore fa bene, è sotto gli occhi di tutti il fatto che il tecnico abbia fatto un ottimo lavoro. Però bisogna vedere cosa pensa la dirigenza, che tempistiche ha, però è normale che tutti quanti noi tifiamo per Lombardo!».
Un’altra conferma in ballo è quella del direttore sportivo Andrea Mancini, il quale a gennaio ha rivoluzionato la squadra con l’arrivo di dieci giocatori di livello. Lui va confermato?
«Sì, ha fatto un buon mercato, ha scelto quattro-cinque giocatori che alla fine hanno fatto la differenza. Io penso che sarà una decisione valida per entrambi: se la società decide di tenere Attilio, terrà pure Mancini, o viceversa. Credo che sia così perché si rischierebbe di togliere il feeling che si è creato tra un direttore e un allenatore, dove oggi è fondamentale avere entrambi affiatati, così che concordano tante cose insieme. Perciò io penso che se decideranno di confermare il dirigente, di conseguenza verrà confermato il mister. Poi la dirigenza potrà smentirmi, calcisticamente parlando Mancini ha fatto un buon lavoro con Lombardo. Come leggo la piazza vorrebbe per entrambi la riconferma. Però, c’è un certo ma: sarà la società che deciderà il da farsi. E’ una figura importante però se vai a vedere anche Maldini se n’è andato dal Milan, e tra l’altro l’altro giorno San Siro ha fatto un coro per lui!».
Verso la prossima stagione sono diversi i giocatori il cui futuro va definito, uno su tutto quello dell’attaccante sloveno Tjas Begic. La Sampdoria deve riscattarlo dal Parma?
«Sì, ha fatto benissimo, ha fatto vedere cose importanti, e io credo che l’obiettivo sia riscattarlo perché veramente è un investimento importante quello per Begic. Ha fatto la differenza e la farà sicuramente in futuro. Io penso che la Sampdoria non si farà sfuggire questa opportunità: hanno il diritto di riscatto e penso che lo faranno scattare».
Che ricordo ha del periodo che ha vissuto alla Samp tra il 2001 e il 2002?
«Appena sono arrivato, nel periodo gennaio-maggio, ho fatto bene, ho fatto se non sbaglio venti partite e dieci gol. Sono arrivato dal Vicenza che stava in Serie A, e sono venuto di corsa a Genova con la Sampdoria perché volevo vincere quel campionato. E purtroppo non ci siamo riusciti per un punto. Pareggiando una partita 4-4 a Cosenza che mi ricordo veramente bene, ci è sfuggita la Serie A in quel momento. È andato il Venezia quell’anno, al posto nostro, eravamo la quarta squadra che doveva salire. Però ho dei ricordi bellissimi, uno stadio top, una tifoseria pazzesca e sentire quei cori: “Luiso facci un gol”, bellissimo! Sentire quei cori da una curva che ha cantato per Gianluca Vialli, Lombardo e Mancini… è qualcosa di incredibile. L’anno dopo è andato malissimo, io sono partito con un infortunio alla caviglia, sono rientrato dopo un paio di mesi, non è stata una stagione fortunata: ci siamo salvati all’ultima giornata. E poi l’anno dopo sono andato via, quando sono andato sono arrivati Marotta, Novellino, e il club ha vinto il campionato. Però quando sono arrivato da gennaio a maggio ho fatto bene, lì ho fatto vedere che ero un bomber, i gol li ho fatti, però mi dispiace per la seconda parte dove ho fatto un campionato disastroso. Fu cambiato Cagni, sono arrivati due allenatori, tre se non sbaglio, e abbiamo lottato per non retrocedere. E lì sicuramente è stata una macchia, però i ricordi sono bellissimi. Quella della Sampdoria è una maglia gloriosa e affascinante, io sono orgogliosissimo di averla indossata».
Dopo aver appeso gli scarpini al chiodo ha scelto la panchina. Ora cosa c’è nel suo futuro?
«E’ un’altra vita, un anno alleni, due anni no. Io ho fatto la gavetta, però è normale non sono più giovanissimo, mi devo accontentare di quello che arriva, non si può rifiutare qualsiasi cosa, all’età nostra devi prendere tutto. Io ho fatto gavetta in Eccellenza, Serie D, Primavera e niente, quest’anno sono stato fermo per mio volere: ho fatto l’operazione alle due anche. Ora sto bene, ho ripreso, e spero quest’anno di riuscire a ritornare ad allenare sul campo. Mi piacerebbe ripartire con qualche Primavera, spero di riuscirci perché ci terrei tanto, a me piacciono i giovani. Non ti nego che un sogno è pure quello di poter allenare qualche squadra giovanile della Sampdoria, è un mio desiderio».
In Serie A è vivissima la corsa per la Champions League dopo le gare di questo weekend. Chi vede favorito per la qualificazione alla “coppa dalle grandi orecchie” tra Juventus, Milan, Roma e Como?
«Il Milan si è complicato la vita, non solo ieri, nelle ultime gare il Milan sta facendo molta fatica. Sarà una lotta non tanto per la Juventus, che forse ha un calendario molto più facile, sfiderà due squadre non hanno niente da chiedere (Fiorentina e Torino n.d.r.). La Roma forse ha il derby, la formazione bianconera pure ha la Fiorentina, forse quella partita potrebbe essere un’insidia data la che c’è rivalità tra Fiorentina e i Juventus, non sarà una passeggiata. Il Milan ha il Genoa, forse ha il calendario più facile, ma in questo momento i rossoneri non riescono a riprendersi. Il Como invece può vincerle tutte e due a a quel punto sarà una bella lotta. Io credo che per il quarto posto se la giocheranno Milan e Roma. Stagione dell’Inter? I nerazzurri erano la squadra più forte e alla fine hanno vinto. Durante la stagione ha avuto un periodo complicato con 3-4 giocatori infortunati, ma le altre squadre – il Napoli in primis – non sono riusciti a sfruttarlo».
Si ringrazia Pasquale Luiso per la disponibilità e gentilezza mostrate nel concederci questa intervista







































