Calcionews24
·26 April 2026
Lukaku, scoppia il caso a Napoli: un’altra rottura nella turbolenta carriera del belga. Tra gelo e ‘tradimenti’

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La carriera di Romelu Lukaku è un continuo alternarsi di passioni travolgenti e addii improvvisi. Solo pochissimo tempo fa, l’attaccante belga giurava amore incondizionato al Napoli, dichiarando con enorme trasporto emotivo: «Prima di arrivare a Napoli ero morto». Eppure, a distanza di poche settimane da quelle promesse, il rapporto con l’ambiente e, soprattutto, con Antonio Conte sembra essersi bruscamente incrinato. Lo riporta La Gazzetta dello Sport.
La tensione è esplosa quando il giocatore si è presentato al centro sportivo eludendo un confronto con il proprio mister. Il tecnico pugliese ha manifestato apertamente la propria amarezza per l’accaduto, fotografando la situazione con parole inequivocabili: «L’ho visto? No. Non ho avuto l’opportunità di parlargli. Lui è venuto al centro, ha parlato con un dirigente ma con me no. Io ho l’ufficio lì, nessuno è venuto a bussare alla mia porta. Mi è dispiaciuto tanto questo: un messaggio, qualcosa. Un allenatore cerca di dover capire tutti ma nessuno cerca di capire l’allenatore». Una frattura inattesa, specialmente alla luce di quanto sostenuto in precedenza dallo stesso bomber: «Da Conte non ho alcun trattamento di favore, anzi, con me è più severo perché si aspetta molto».
Questo clamoroso copione non rappresenta però una novità per l’ex centravanti di Chelsea e Manchester United. In terra britannica fece enorme scalpore la rivelazione dirigenziale relativa al suo addio all’Everton. I vertici societari svelarono infatti un retroscena surreale: «Robert Elstone, l’amministratore delegato era presente, era tutto pronto, c’erano alcuni giornalisti fuori, poi durante la riunione Rom ha chiamato sua madre. Ha detto che era in pellegrinaggio in Africa o da qualche altra parte e che aveva partecipato a una cerimonia voodoo e aveva ricevuto il messaggio che doveva andare via».
Ancora più celebre e travagliata è stata la parabola vissuta con l’Inter. Dopo lo scudetto e la fuga immediata a Londra, il belga manifestò un pentimento pubblico: «Non penso che tutto questo sarebbe dovuto succedere nel modo in cui è successo. Il modo in cui ho lasciato l’Inter e il modo in cui ho comunicato con i tifosi: sono infastidito da questo». Giurò amore eterno alla maglia nerazzurra garantendo «Mai a Juve o Milan» e assicurando «Se in futuro torno in Italia gioco all’Inter». Le promesse furono poi clamorosamente disattese dagli ammiccamenti alla Juventus e dal successivo passaggio alla Roma, gesti che spinsero il tifo milanese a bollarlo definitivamente come «Traditore».
Oggi, all’ombra del Vesuvio, sembra essersi aperto l’ennesimo capitolo irrequieto della sua storia.
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