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·2 Juli 2026
Malagò lancia l’allarme: “Entro il 31 luglio servono cinque stadi a norma per Euro 2032”

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Il percorso dell’Italia verso Euro 2032 entra in una fase decisiva.
Intervenuto in diretta durante la trasmissione TG2 Post su Rai 2, Giovanni Malagò ha ribadito che entro il 31 luglio l’Italia dovrà garantire la disponibilità di almeno cinque stadi conformi ai requisiti richiesti dalla UEFA per l’organizzazione di Euro 2032. Una scadenza ritenuta fondamentale per proseguire il percorso di preparazione della manifestazione continentale.
Chi sarà il nuovo commissario tecnico dell’Italia? “Oggi, data l’emergenza, è complicato andare su un contesto interno e devi andare sul mercato. Non mi manca il coraggio di scegliere da solo, ma voglio appoggiarmi e condividere la decisione con qualcuno che ne sappia più di me. Penso al ruolo del direttore tecnico che magari può guidare il Club Italia. Lavoreremo molto velocemente su chi debba essere l’allenatore”.
L’ipotesi Paolo Maldini nel ruolo di direttore tecnico è una pista percorribile? “Non posso né confermare né smentire, ma ha esattamente i requisiti di chi debba venire ad aiutare la FIGC. Ha quelle caratteristiche, come magari un’altra persona”.
A che punto siamo con il piano stadi per gli Europei del 2032?
“Abbiamo avuto una riunione con chi, per conto dell’UEFA, è commissionato per il dossier di Euro 2032. Non possiamo permetterci di fare brutta figura. Siamo in compartecipazione con la Turchia, che ha forse già dieci stadi pronti. Noi entro il 31 luglio dobbiamo certificare di averne cinque che rispettano i requisiti dell’UEFA. Ora non ci sono, ma l’importante è che ci siano enti locali e federazione pronti a garantire che ci saranno”.
I club di Serie A, compresa la Roma, daranno una mano al nuovo progetto della Federazione?
“Chi ha avuto l’idea di coinvolgermi e candidarmi è stata la Lega Serie A, all’unanimità. Loro lo sanno. C’è la piena volontà a supportare un nuovo progetto della FIGC”.
Qual è la sua posizione sul tema dello ius soli sportivo?
“Ne faccio un discorso di buon senso. Oggi un ragazzo che va a scuola può giocare con la Nazionale ma deve attendere i 18 anni per la cittadinanza e il passaporto. Nei fatti, inizia una via crucis di burocrazia e molti li perdiamo per strada. Tutto questo deve essere automatico prima del compimento dei 18 anni”.







































