Pagine Romaniste
·11 Februari 2026
Malen, l’uomo dal tiro come pensiero esclusivo

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CORRIERE DELLA SERA (Davide Stoppini) – Quando si guarda Donyell Malen, il pensiero vola leggero: era dai tempi di Gabriel Omar Batistuta che la Roma non aveva un centravanti così allenato mentalmente al tiro in porta. Neppure quel grande campione di Edin Dzeko aveva questa caratteristica. Una specie di pensiero esclusivo, quella della conclusione. In tempi di falsi nove, di centravanti bravi a giocare con i compagni, di uomini sponda la cui specialità è quella di lavorare spalle alla porta, i giallorossi hanno quindi messo dentro nel loro organico dopo oltre 20 anni un centravanti vecchio stile. Vecchio stile nel pensiero, non certo nella rapidità d’esecuzione. Gasperini l’ha paragonato a Gianluca Vialli.
Al netto dei paralleli, Malen si comporta effettivamente come un 9 d’altri tempi. Basta guardarlo come si posiziona con il corpo quando riceve il pallone, il suo primo controllo, i passaggi che detta ai difensori e ai centrocampisti: solo un obiettivo, andare a tirare. In 319 minuti con la Roma, distribuiti su quattro partite, l’olandese ha calciato verso la porta 27 volte. Praticamente, ogni 12 minuti va al tiro. Tre gol nelle prime 4 gare di campionato, nell’era dei tre punti, erano riusciti a segnarli solo Batistuta (appunto), Ljacic e Nonda. Statistiche, queste. Però conta più come la Roma abbia già capito come servire il suo olandese, visti i tanti passaggi in verticale effettuati.
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