Sampnews24
·6 Juni 2026
Mancini svela: «Tornerei alla Sampdoria? Può essere. Vialli? Ho perso un punto di riferimento. Eravamo come fratelli»

In partnership with
Yahoo sportsSampnews24
·6 Juni 2026

Ospite al Festival dello Sport di Parma, Roberto Mancini ha parlato al pubblico del Teatro Regio raccontando momenti personali, emozioni e riflessioni sulla carriera e sulla sua esperienza alla guida della Nazionale italiana.
L’ex ct ha ricordato i grandi amici e colleghi come Gianluca Vialli e Sven-Göran Eriksson, ha valutato calciatori e allenatori attuali e non ha escluso la possibilità di tornare un giorno alla Sampdoria. Mancini ha sottolineato l’importanza di vincere e costruire squadre competitive, con un pensiero costante alla passione e al rispetto per la storia del club blucerchiato.
VIALLI – «Ho perso un amico di tutta la vita. Ci siamo conosciuti da ragazzini e abbiamo passato insieme tutta la gioventù. Abbiamo vinto e costruito tanto alla Sampdoria, ma lui oltre a questo era una persona speciale. Era un uomo con delle qualità incredibili e se hai un amico così, nel momento in cui lo perdi, qualcosa accade. Perdi un punto di riferimento. Eravamo come fratelli».
EUROPEO – «Eravamo a Wmbley, 30 anni dopo la sconfitta con la Samp. Essere lì e sapere cosa siamo riusciti a fare, consci di ciò che sarebbe potuto accadere dopo… In quell’abbraccio lì c’è stato tutto».
SAMPDORIA – «Potrei tornare alla Samp? Può essere di sì, come voleva Luca».
SUCCESSI PERSONALI – «Vincere non è mai semplice, neanche se alleni grandi squadre. Ogni vittoria è importante, anche se certamente quella dell’Europeo è straordinaria: la metto sopra le altre».
RECORD EUROPEO – «Non abbiamo perso in quattro anni, con 37 vittorie e 7 pareggi: un record che è nella storia, abbiamo fatto meglio dell’Argentina di Maradona e del Brasile di Pelè. Giocavamo sempre per attaccare, era una squadra che voleva giocare, e lo ha fatto».
VIALLI EUROPEO – «I ragazzi lo ascoltavano, perché le sue parole erano emozionanti. Il discorso prima della finale fu straordinario. La sua presenza è stata fondamentale per tutti i giocatori e tutto l’ambiente».
ERIKSSON – «Tutti lo ricordavano con grande affetto, in tutta Europa. Era una persona incredibile, di una gentilezza e bontà impareggiabili. Era amato anche da quelli che non faceva giocare, e di solito non succede proprio così. Quando si arrabbiava aveva le gote un po’ rosse, ma era sempre gentile con tutti».
RAPPORTO TIFOSI – «Spero conservino le emozioni della vittoria all’Europeo. Quando incontro i ragazzi giovani spesso mi ringraziano per quella vittoria».
Langsung


Langsung





































