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·6 Mei 2026
📢 Mantova, Modesto: "Cercavo un'occasione così. La Serie B è pazzia totale"

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L'allenatore del Mantova Francesco Modesto ha parlato ai microfoni della Gazzetta dello Sport della sua avventura con i virgiliani, che hanno conquistato la salvezza, ed ora sperano in un miracolo all'ultima giornata per centrare addirittura la zona playoff.

Photo by Alessio Tarpini/IPA Sport/IPA
Ha raccolto un Mantova terzultimo, l’ha portato alla salvezza vincendo 4 delle ultime 5 partite. Com’è stato il percorso?
«È stato quello che cercavo. Quando ho lasciato l’Atalanta mi sono messo in gioco. Ho girato tanto e studiato la B. Subentrando sapevo che avrei trovato problemi, ma Mantova era l’ideale. Sapevo che la salvezza non sarebbe stata semplice».
Lo era anche quando, da giocatore, si salvò in Serie A con la Reggina partita da -15…
«La sensazione che mi hanno dato i giocatori, crescendo e affrontando via via le difficoltà, è stata la stessa. I risultati hanno dato consapevolezza: 32 punti in 21 partite sono tanti».
Con una media di 1,52 a partita, è stato il migliore tra i subentrati con almeno 10 partite.
«Guardo molto le statistiche, ci hanno aiutato nel percorso».
La rivoluzione tattica è stata radicale, rispetto a Possanzini.
«C’è voluta un po’ di follia. Possanzini aveva stravinto la C e si è salvato bene in B con un certo tipo di calcio. Stravolgere tutto non è stato semplice. Ma ci abbiamo creduto e sono stati bravi i ragazzi ad apprendere».
Col ds Rinaudo a gennaio avete anche stravolto la squadra.
«Era arrivato prima, quando mi ha chiamato ci è sembrata una follia, ma è quella che ci ha aiutato. C’erano 13 giocatori nuovi, tanti stranieri che non sapevano l’italiano e poco tempo. Tutti hanno reso, da Benaissa in giù: visto il gol al Monza? L’avesse fatto Totti o Del Piero... Ma d’altronde la B è pazzia totale».
Lei è considerato uno degli allievi più fedeli di Gasperini.
«Mi fa onore. Non sarò mai come lui, è impossibile, ma mi piacciono i suoi principi, i duelli uno contro uno: con i giocatori giusti si fa un bel lavoro».
È quello che dice lui a Roma...
«Sì, dice anche che gli attaccanti devono saper dribblare e calciare in porta...». (ride)
Non le sembra che l’evoluzione del calcio stia già facendo sembrare vecchio quel gioco?
«Visto Psg-Bayern? Ok il talento in campo, mi piacciono i principi dei due tecnici, con movimenti e scambio di ruoli negli spazi. L’evoluzione è quella».
Lei come si prepara al futuro?
«Dipende dai giocatori che hai e le relazioni che crei tra di loro, anche tra portiere e centravanti. Poi vengono i principi».
Ha già cominciato a parlare con la società per il 2026-27?
«C’è il rinnovo in caso di salvezza e poi con presidente e ds faremo una bella chiacchierata».
Intanto, prima della fine, è arbitro della promozione.
«Scherzo del calendario. Sapevamo di confrontarci con squadre che hanno fatto calcio di altissimo livello ed è stimolante».
Come spiega il flop di venerdì scorso del Monza con voi?
«Non penso che ci abbia sottovalutati, ma il nostro atteggiamento li ha sorpresi. Siamo andati forte, con grande pressione, recupero palla e gioco rapido».
Come prepara Frosinone?
«Qui c’è entusiasmo, i ragazzi sono sereni e non vedono l’ora di confrontarsi con una squadra che ha perso solo tre volte».
Crede ancora nei playoff?







































