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·17 Maret 2026
Mantovani: “Bari dentro di me, un onore essere capitano. L’estate? Ognuno fa le valutazioni che crede”

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·17 Maret 2026

La bella e convincente vittoria contro la Reggiana è stata importantissima, ma il Bari ha l’obbligo di resettare tutto perché domani pomeriggio è atteso da un altro appuntamento delicato. Nell’infrasettimanale i biancorossi affronteranno in trasferta il Frosinone, fra le formazioni più forti del campionato. In vista della gara ha parlato in conferenza stampa il difensore Valerio Mantovani.

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Sulla gara vinta contro la Reggiana e a riguardo del match di Frosinone: «L’importante era riscattarsi dopo una prova veramente brutta come quella di Pescara, perché non eravamo noi. Dovevamo confermare quanto fatto con Empoli, Sampdoria e Padova e dare un segnale, oltre che alla piazza, a noi stessi, perché quella partita non era da noi. Siamo una squadra viva, che nelle ultime quattro partite ha fatto tre vittorie, è un dato importante. Dobbiamo andare lì sicuri dei nostri mezzi, ma soprattutto con l’umiltà di chi sa che lotta per un obiettivo molto importante».
Mantovani ha proseguito: «Questa piazza è un posto che rimane dentro, lo dicevo già lo scorso anno. Mi sarebbe piaciuto arrivare prima, però l’importante è che ora sono qui. Che sia prima o dopo, sono molto contento. Ci si aspettava un campionato diverso, ma durante una stagione succedono cose impreviste. Lo abbiamo visto anche con squadre che hanno speso molto e poi si ritrovano in posizioni inattese. Adesso l’importante è raggiungere l’obiettivo tutti insieme, restare positivi e renderci conto che queste ultime partite sono fondamentali».
La condizione fisica: «Fisicamente venivo da un lungo stop, quindi avevo bisogno di qualche settimana in più rispetto ai compagni. Quello che mi sento di dire è che dobbiamo essere compatti, uniti tutti: tifosi, giocatori, voi, l’ambiente intero. Mancano otto partite e negatività e pensieri non positivi possono destabilizzare tutto. Uniti possiamo dare una svolta a un’annata che non è stata all’altezza del Bari».
Il difensore ha parlato anche di Rao: «È un ragazzo molto giovane e promettente. Sta facendo cose importanti e dando continuità alle prestazioni: è un giocatore su cui crediamo molto anche noi compagni, perché tecnicamente è tanta roba. Però dobbiamo aiutarlo a restare con i piedi per terra: è giovane, non va responsabilizzato troppo, ma fatto sentire importante e sostenuto, perché ha solo 19 anni».
Mantovani è tornato sulla sconfitta di Pescara: «Sicuramente la sconfitta di Pescara ha fatto malissimo e lascia delle cicatrici, soprattutto dopo due vittorie importanti. Se avessimo una spiegazione precisa la direi, ma ciò che ha fatto male è stata soprattutto la maniera in cui abbiamo perso. Se avessimo perso facendo la nostra prestazione, parleremmo di altro. Il mister ci ha messo la faccia, ma a nome di tutti chiediamo scusa per quella partita. Era importante riscattarsi subito contro la Reggiana, una diretta concorrente, e abbiamo fatto una grandissima prestazione. Quella gara deve lasciarci qualcosa per non ripetere più certi errori, perché mancano otto partite e ogni partita deve servirci da esempio».
Sugli avversari: «Ghedjemis è un ottimo giocatore e sta facendo grandissime cose, ma non c’è solo lui: tutto il reparto offensivo del Frosinone e la squadra nel complesso stanno facendo un grande campionato. Hanno più o meno gli stessi giocatori dell’anno scorso, ma rendono molto meglio. Si fermano lottando, come abbiamo fatto nelle ultime partite. Fare nove punti in quattro gare contro Sampdoria, Empoli e Reggiana non era scontato: dimostra che siamo una squadra viva. I giocatori si fermano con intelligenza e con il lavoro di squadra, non con le individualità».
Mantovani ha parlato anche dell’allenatore: «Mister Longo è una persona che nel mio percorso ha significato tanto, quindi è stato fondamentale nel riportarmi qui a Bari. È un grandissimo motivatore, non lascia nulla al caso e cura molto i dettagli. Quando arrivi in una squadra dove magari manca qualcosa a livello emotivo, è la persona giusta per accendere ciò che hai dentro».
Mantovani ha proseguito: «Ognuno fa le valutazioni che crede. Se qualcuno pensa che io renda meglio a tre piuttosto che a due, il calcio è fatto anche di scelte: non è una polemica. A Mantova, dopo sette partite, ho avuto un bruttissimo infortunio e la mia stagione è durata un mese e mezzo, quindi non ho avuto il tempo di dimostrare il mio valore. Con un infortunio del genere serve tempo per recuperare. Quando il mister è venuto qui sono stato molto contento della chiamata, perché per me stare a Bari è un onore».
I compagni di reparto: «Odenthal e Cistana sono due giocatori importanti, non devo certo presentarli io. Odenthal veniva dalla vittoria del campionato con il Como, Cistana è altrettanto importante, così come Pucino, Nikolaou e tutti gli altri. L’intesa si crea giocando insieme: più giochi, più nascono automatismi, anche solo con uno sguardo o una parola. Sono ragazzi umili che lavorano ogni giorno in modo incredibile, e sono contento di lavorare con loro».
Il ritorno a Bari: «La società e il direttore mi hanno reso molto felice prendendomi a titolo definitivo, nonostante venissi da un infortunio importante. È un grande segno di fiducia nei miei confronti, e io cerco di ripagarla sul campo. Ripagarla significa raggiungere l’obiettivo, che dobbiamo centrare a tutti i costi».
La fascia al braccio: «Essere capitano è un’emozione unica, perché il Bari rappresenta qualcosa di grande. Basta pensare a quando i tifosi sono venuti allo stadio prima della rifinitura: ti rendi conto della grandezza di questa piazza. Per me è un onore, davvero. Sono felice, senza parole».
Langsung


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