Inter News 24
·6 Juni 2026
Marotta: «Inter Roma è stata la certificazione. Protagonista del double? Fare nomi è sempre imbarazzante»

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Giuseppe Marotta ha rilasciato un’intervista al Festival della Serie A, che sta andando in scena in questi giorni in quel di Parma. Queste le parole del Presidente dell’Inter:
IL RINNOVO DI CHIVU «Chivu ha entusiasmo, è giovane, vuole cose concrete, vuole vittorie. Questi ragazzi giovani non hanno una caratteristica importante, che è l’esperienza, ma hanno entusiasmo. Chivu sta crescendo di giorno in giorno e lo noto. Ma è molto carico, pieno di voglia di fare. Sono qualità sicuramente positive. Noi abbiamo avuto la fortuna di scegliere la persona giusta. Ha tantissime qualità Chivu, non lo conoscevamo fino in fondo. Rinnovo? L’ho sempre definito un atto formale, c’è da parte di entrambi la volontà di proseguire. Assolutamente posso dire che abbiamo un accordo, sarà siglato quando tornerà da una brevissima vacanza. Non c’è mai stato alcun problema».
INTER-ROMA PARTITA SCUDETTO? «Condivido, è stata la certificazione della consapevolezza. E quella è stata la partita, da lì abbiamo rafforzato la motivazione, l’autostima e abbiamo proseguito nel percorso comunque difficile. Ma avevamo una grandissima qualità: la convinzione di voler vincere. Ricordo anche la partita di Como, dove eravamo addirittura sotto e abbiamo recuperato. E lì abbiamo avuto la certezza di poter arrivare fino in fondo».
PROTAGONISTA DEL DOUBLE «Fare nomi è sempre imbarazzante, tutti meritano elogi. Il ruolo predominante è quello del Capitano. Lautaro è e rappresenta il ruolo di capitano, è stato riconosciuto dai compagni come leader, non è solo la società che gliel’ha dato. Lo hanno voluto i compagni e lui, soprattutto con le prestazioni di campo, si è ritagliato questo ruolo. Dico Lautaro per dire tutta la squadra».
PIO ESPOSITO «Pio Esposito è un po’ il nostro fiore all’occhiello. Viene dal settore giovanile, può essere fonte di ispirazione per altre società. Il coraggio di far giocare i giovani va di pari passo con la pressione, soprattutto da parte vostra e cioè mediatica. La pressione, in Italia, condiziona l’attività del club. Quando abbiamo preso Chivu, abbiamo subito critiche e pressioni mediatiche. Questo processo di cambiamento con i giovani deve arrivare anche da voi, con l’introduzione di una nuova cultura. Serve anche la cultura della sconfitta, in Italia esiste solo la cultura della vittoria. In Inghilterra la cultura della sconfitta c’è, quando una squadra perde non succede quello che succede in Italia. Questo consente alla società di essere serena nel portare avanti il proprio modello. Tu fai giocare Pio Esposito davanti a 80.000 persone, magari buca la partita e tutti diventano oggetto di pressioni e critiche. Il calcio italiano ha bisogno di questa crescita».
PALESTRA «Palestra è sui giornali tutti i giorni, non è facile. Oggi rappresentano il futuro ma voglio essere prudente, il cammino da fare è ancora molto lungo. Esposito è un prodotto nostro, a costo zero, mentre Palestra non è nostro, ha un valore di mercato giusto e logico. E’ appetibile per tantissimi club, non solo italiani. Posso solo dire che piace a tante squadre».
ALZARE L’ASTICELLA «Nello sport, l’asticella deve essere sempre alzata, soprattutto dopo una stagione come quella che abbiamo fatto. Non è sinonimo di arroganza ma nello sport l’asticella va alzata sempre, anche per fare bene nel quotidiano. Essere ambiziosi è qualità positiva, l’arroganza è vedere gli altri dall’alto in basso. Quando Chivu giustamente, e in modo prudente, parla di non ossessione per la Champions ha ragione. Ma io dico che avere un obiettivo alto può essere un’ossessione perchè ci pensi tutti i giorni e ti dà motivazioni per raggiungere traguardi anche insperati. Soprattutto con competitor che hanno forza economica superiore. Nello sport l’equazione chi più spende più vince non sempre è vera, ci sono tanti esempi».
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