Calcionews24
·14 Maret 2026
Matic racconta: «Io via dalla Roma solo per mancanza di rispetto dei dirigenti, ecco come ha fatto il Sassuolo a convincermi»

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·14 Maret 2026

Intervenuto sulle colonne della Gazzetta dello Sport, l’esperto centrocampista del Sassuolo, Nemanja Matic, ha ripercorso alcune tappe della propria carriera come il suo addio alla Roma.
HO GIOCATO IN TANTE SQUADRE, SE CE N’E’ UNA CHE SENTO PIU’ MIA? – «Porto con me qualcosa di ogni esperienza, ogni città, ogni club. Allo United sono stato cinque anni e viene naturale pensare di più a quella squadra, ma tutte sono per me importanti».
ANCHE LA ROMA? – «Amo i tifosi giallorossi. E meritano molto di più. Lo stadio è sempre pieno, si avverte la loro passione. Dovrebbero avere la possibilità di lottare per il titolo ogni anno e invece non accade da troppo tempo. È come se qualcosa non permettesse la crescita della squadra. Io andai via solo per la mancanza di rispetto dei dirigenti che mi avevano garantito delle cose che non accaddero. Troppi rinvii al momento di rinnovare. Fu una questione di principio, non ero più un ragazzino. A Roma ragionavano solo su contratti annuali e scelsi altri progetti».
MOURINHO IL MIO ALLENATORE AL CHELSEA, ALLO UNITED E ALLA ROMA. ERA SEMPRE LO STESSO? – «No, a Roma era più tranquillo. Mourinho è un personaggio eccezionale e ha capito che le nuove generazioni sono diverse dalla nostra».
COSA E’ CAMBIATO? – «Le pressioni e come le gestisci. I social hanno modificato tutto. Per i giovani calciatori adesso è più difficile: chiunque pensa di poter fare informazione e apre un canale YouTube per esprimere giudizi magari senza averne la competenza. Non è facile concentrarsi sul lavoro ed essere sereni. Quando avevo vent’anni, leggevo il giornale e cercavo la pagella. Di me parlavano una, due o tre persone. Stop. Adesso ognuno dice e scrive ciò che vuole, ma il problema è che i ragazzi lo leggono. Così su un sito prendi un voto alto, su un altro prendi un voto basso e non capisci come sia possibile».
COME MI SONO TROVATO CON CONTE? – «Benissimo: grande tecnico e grande uomo. Servì un periodo di adattamento perché lui voleva fare i doppi allenamenti che in Inghilterra non si usano. Però capì la situazione, ci venimmo incontro e vincemmo la Premier League».
COME MI HA CONVINTO IL SASSUOLO – «Con una bella riunione a Milano. Con me c’erano Giovanni Carnevali e Fabio Grosso. Mi hanno spiegato come funziona il club, l’importanza dei giovani. E poi ho visto lo splendido centro sportivo: per me è una cosa importante allenarmi in un posto che mi piace. È bello avere tanti ragazzi intorno, posso essere utile, spiegare alcune cose, farli crescere. Quando finirà la stagione, ci parleremo di nuovo. Il Sassuolo sa che se io sono felice non ho alcun problema ad andare avanti».
SE HO DETTO A CARNEVALI CHE VORREI GIOCARE ANCORA UNA VOLTA LE COPPE? – «Carnevali lo sa e le vorrebbe giocare anche lui. In un mese ho capito che la salvezza non poteva essere il nostro unico obiettivo, però per crescere ci vuole tempo. In fondo il Sassuolo è appena tornato dalla B».
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