Milan Juve: cosa farà davvero la differenza a San Siro. C’è un vantaggio incredibile che Spalletti dovrà sfruttare, l’analisi tattica non lascia dubbi! | OneFootball

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Juventusnews24

·26 April 2026

Milan Juve: cosa farà davvero la differenza a San Siro. C’è un vantaggio incredibile che Spalletti dovrà sfruttare, l’analisi tattica non lascia dubbi!

Gambar artikel:Milan Juve: cosa farà davvero la differenza a San Siro. C’è un vantaggio incredibile che Spalletti dovrà sfruttare, l’analisi tattica non lascia dubbi!

Milan Juve: quale sarà il fattore a fare davvero la differenza nel big match di San Siro. L’analisi tattica sulla stagione delle due squadre

Il big match di San Siro tra Milan e Juve si giocherà anche, e forse soprattutto, sopra le teste dei difensori. Un luogo dove, statistiche alla mano, i bianconeri dettano legge e i rossoneri faticano tremendamente a imporsi. La netta superiorità aerea della squadra torinese rappresenta l’insidia tattica numero uno per il Diavolo, a maggior ragione dopo l’ultima uscita della Juve contro il Bologna, schiantato proprio da due letali incornate.


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Il dominio bianconero: 11 reti e una cooperativa del gol

In questa stagione, la Juventus ha trasformato le palle alte in una vera e propria sentenza, mettendo a referto ben 11 gol di testa tra campionato e coppe. Il dato più impressionante, tuttavia, è la straordinaria varietà dei colpitori, a dimostrazione di una pericolosità che va ben oltre i classici centravanti.• L’incursore a sorpresa: Weston McKennie si è rivelato l’inaspettato re delle altezze con ben 3 centri, sfruttando le sue formidabili doti di inserimento.• La contraerea difensiva: la retroguardia bianconera è una minaccia costante sui calci piazzati e nelle mischie. Bremer ha già colpito due volte, supportato dai sigilli di Kelly, Gatti, Kalulu e perfino da un tap-in aereo di Cambiaso.• La prova di forza col Bologna: le recentissime reti di Jonathan David e Khephren Thuram contro i rossoblù sono solo l’ultima conferma. Su cross tesi e precisi (spesso orchestrati da Yildiz, Cambiaso o dallo stesso McKennie), la Juve sa come schiacciare gli avversari.

Il mal di testa del Diavolo: solo 4 squilli

Sull’altra sponda, i numeri del Milan fotografano una palese difficoltà a capitalizzare questa soluzione offensiva. I rossoneri si sono infatti fermati a un misero bottino di 4 reti aeree. Le gioie sono arrivate col contagocce: Pavlovic all’esordio stagionale contro la Cremonese, Leao in Coppa Italia contro il Bari, poi i lampi isolati di Füllkrug contro il Lecce e Loftus-Cheek a Pisa. Nonostante i buoni cross spesso forniti da giocatori come Saelemaekers, la manovra rossonera non riesce a trovare continuità nei duelli aerei in area di rigore.

La chiave tattica del big match

Il divario numerico (11 a 4) è un campanello d’allarme che il Milan non può permettersi di ignorare. Domenica sera, quando inizieranno a spiovere palloni velenosi dalle fasce verso il cuore dell’area rossonera, la retroguardia di casa dovrà dimostrare di aver preparato contromisure perfette. Perché questa Juventus ha tutta l’intenzione di far sua la partita guardando il Diavolo dall’alto verso il basso.

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