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·23 Februari 2026

Milan Parma, Ordine avverte: «Adesso meglio guardarsi le spalle»

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Milan Parma, Ordine avverte: «Adesso meglio guardarsi le spalle». Segui le ultimissime sui rossoneri

La clamorosa sconfitta interna del Milan contro il Parma continua a far versare fiumi d’inchiostro tra le firme più prestigiose del giornalismo sportivo italiano. Nel suo consueto editoriale per Il Corriere dello Sport, la nota firma Franco Ordine ha analizzato con estrema lucidità la disfatta dei rossoneri, puntando i riflettori su un calo di rendimento che inizia a preoccupare l’ambiente di Milanello. Al centro della critica c’è, in modo particolare, Christian Pulisic, l’esterno offensivo statunitense dotato di grande velocità e tecnica individuale, la cui precisione sotto porta sembra essere svanita nel momento del bisogno.

PAROLE – «E adesso, per il Milan, può tornare utile il mantra utilizzato da Max Allegri che è il più attendibile conoscitore delle forze autentiche del suo gruppo: meglio che i rossoneri si guardino le spalle perché ormai l’Inter, a dieci punti di distanza, può veleggiare tranquilla verso lo scudetto. È vero: nell’occasione la sconfitta da una parte del Napoli, anche questa molto chiacchierata per l’incredibile gol del 2 a 0 tolto ad Antonio Conte, e quella di sabato pomeriggio rimediata dalla Juve col Como hanno consentito di lasciare intatto il distacco di 8 punti sulla quinta posizione. Ma forse, a questo punto, a 12 tappe dal traguardo finale, e con 3 scontri diretti da affrontare prossimamente (Inter, Juve e Atalanta), è il caso di controllare meglio la contabilità del secondo posto perché non è più così blindato.  La seconda sconfitta della stagione, appesantita da qualche pareggio di troppo (9 fin ad ora) coincide con la seconda volta in cui l’attacco del Milan resta inchiodato allo zero. Accadde già a Torino contro la Juve (5 ottobre 2025 la data) ma in quella circostanza Allegri ebbe il rimpianto del rigore sbagliato da Pulisic («gli ho detto: tira di piatto» commentò) e un paio di golose occasioni capitate a Leao alle prese, già allora, con i primi sintomi di una fastidiosa pubalgia. A qualche mese di distanza, lo zero, come fatturato offensivo, a dispetto del numero dei tiri indirizzati verso la porta, rimediato col Parma ha qualche spiegazione diversa.  


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E non a caso porta ancora una volta sulle tracce di Capitan America che nei primi mesi del torneo è stato un cecchino favoloso e decisivo (10 gol e 2 assist il suo bottino), mentre in quelli successivi, per via di una salute precaria, ha avuto una parabola discendente testimoniata dagli sprechi di Firenze per proseguire fino a ieri sera col Parma, specie nel primo tempo. Il miglior Pulisic avrebbe sbavato la prima palletta, non la seconda conclusione. Si è esaurita la vena d’oro? Probabile. Di solito le migliori esibizioni coincidono con il periodo di maggiore splendore fisico e morale. In panchina, ieri sera, Pulisic sostituito aveva la faccia della retrocessione. 

Leao ha centrato il palo interno e provato più tardi, con l’ingresso di Fullkrug, di tornare sulla sua striscia preferita senza ricavare una sola giocata delle sue. Con Rabiot attento a non farsi ammonire (è diffidato) e senza Loftus-Cheek uscito subito dopo la grave collisione con Corvi (stagione conclusa, sarà operato per la frattura dell’osso alveolare), le altre cartucce a disposizione non hanno funzionato. Non è una questione, come si può capire, di gioco, né di possesso palla perché il Milan è stato al centro della sfida e in controllo pieno, specie nella ripresa. È una questione di mira, precisione, di brillantezza persa quella sera a Bologna. Da allora è come se si fosse interrotto una magia. Un pareggio (col Como) e una sconfitta (col Parma) nel giro di 4 giorni sono un campanello d’allarme. Occhio a chi insegue dietro»

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