Calcionews24
·24 Februari 2026
Montella scopre questo neo della Juve: «L’assenza di Vlahovic è determinante! Nel suo ruolo vale la top 5 in Europa». Poi parla così di Yildiz e del caso Kalulu-Bastoni

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Vincenzo Montella, l’Aeroplanino che ora vola sulla rotta Istanbul-Torino, osserva la sfida di Champions con il cuore diviso a metà. Da una parte la sua Turchia, di cui Kenan Yildiz è il gioiello più splendente; dall’altra la Juventus del suo mentore Luciano Spalletti. Alla vigilia di un ritorno che sa di impresa disperata per i bianconeri, reduci dal pesantissimo 5-2 dell’andata, il CT turco analizza il momento della “Signora” tra rinnovi blindati, assenze pesanti e polemiche arbitrali che stanno prosciugando le energie mentali del gruppo. Ecco le parole di Montella a Tuttosport:
YILDIZ «Non ha mai avuto bisogno dei miei consigli: gli parlo tanto quando siamo insieme, ma cerco di non distogliere nessuno dall’attenzione sui club. Io sono vicino a tutti, ma non sono opprimente. Di sicuro Yildiz ha raggiunto un livello di maturità molto importante: il fatto che la Juve gliel’abbia riconosciuto è un bellissimo segnale. Quando si gioca tanto ci sono alti e bassi normali: a livello fisico e mentale puoi pagare dazio. Yildiz ha bisogno di più assistenza davanti, ma è un giocatore di altissimo livello. Se la Juve funziona, sono certo che possa migliorare ancora».
LA CRISI DI RISULTATI «Sono rimasto un po’ sorpreso: mi sembrava che la Juve avesse trovato una dimensione importante. Spalletti è riuscito a darle una grande mentalità in pochissimo tempo e non è cosa da poco. Poi penso anche che certi episodi cruciali abbiano intaccato un po’ di certezze. Mi riferisco alle espulsioni: nel calcio di oggi si pagano tantissimo. Le partite contro Inter e Gala sono state indirizzate soprattutto dall’uomo in meno».
IL CASO KALULU «L’episodio di San Siro può condizionare non una stagione, ma un periodo sì. Perché se ne parla tanto fuori dal campo. Quando si discute così tanto, nel bene o nel male, mentalmente certi momenti possono lasciare degli strascichi. Qualcosa è successo. Si spendono tante energie per fattori extra campo e non è facile gestire tante pressioni tutte insieme».
LUCIANO SPALLETTI «Il mio rapporto con Luciano parte da lontano. Noi abbiamo giocato insieme quando avevo 17 anni, poi mi ha allenato in C ad Empoli. Sono stato fermo un anno per una miocardite: prima dei playout mi diedero l’idoneità e mi fece giocare subito. Sono cose che non si dimenticano. Poi l’ho apprezzato tanto alla Sampdoria e alla Roma: Spalletti ha determinato tantissimo la mia vita e la mia carriera. La Juve ha un allenatore super esperto e super motivato. Per una ricostruzione, se hai persone che conoscono le situazioni dall’interno parti avvantaggiato».
L’ASSENZA DI VLAHOVIC «Vlahovic per me, nel suo ruolo, vale la top 5 in Europa: è abituato al calcio italiano, è molto forte. In Italia gli attaccanti hanno mezzo secondo in meno per pensare e muoversi. C’è chi ci mette meno a capirlo. L’assenza di Dusan è determinante. In Turchia invece c’è molto più protezionismo per i talenti nazionali: hanno una nuova mentalità, tengono davvero ai giovani. Penso a Yilmaz: a livello fisico ha una forza impressionante, può giocare in qualsiasi ruolo. È veramente un giocatore moderno».
JUVE-GALATASARAY «Il calcio lascia sempre tutto aperto: il Gala ha un vantaggio considerevole, bisogna però stare in partita sempre. In campionato hanno pagato lo scotto dell’impresa fatta in Champions. La Juve troverà una squadra mentalizzata, ma le imprese si fanno: lo racconta la storia. Osimhen? È un trascinatore emotivo, prima ancora di un leader tecnico. Sposta tantissimo gli equilibri, è un giocatore che cambia il volto della squadra. Se il Gala non dovesse recuperarlo, sarà indubbiamente un enorme vantaggio per la Juve».
IL NO ALLA ROMA «Dell’ultima chiamata avete scritto tutto, ma ormai appartiene al passato. Ho altro per la testa, ma sono ancora giovane, per cui c’è sempre tempo. Ora sono felicissimo da ct della Turchia, sono concentrato soltanto sugli spareggi. Faremo di tutto per andare al Mondiale».
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