Napoli, incubo Copenaghen: pari in 11 contro 10 e Champions League appesa a un filo! | OneFootball

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·21 Januari 2026

Napoli, incubo Copenaghen: pari in 11 contro 10 e Champions League appesa a un filo!

Gambar artikel:Napoli, incubo Copenaghen: pari in 11 contro 10 e Champions League appesa a un filo!

Napoli, incubo Copenaghen: pari in 11 contro 10 e Champions League appesa a un filo! Ora serve l’impresa contro il Chelsea

Il Napoli rischia seriamente di dover salutare l’Europa che conta ancor prima della fase a eliminazione diretta. Il pareggio per 1-1 rimediato al Parken Stadion contro un Copenaghen rimasto in dieci uomini per oltre un’ora suona come una condanna quasi definitiva per la squadra guidata da Antonio Conte. L’analisi della Gazzetta dello Sport è impietosa: i Partenopei hanno ormai un piede fuori dalla Champions League. Nonostante l’attuale 23° posto garantisca formalmente l’accesso ai playoff, i risultati delle altre gare potrebbero ribaltare la classifica, rendendo la sfida decisiva contro il Chelsea al Maradona un’ultima spiaggia disperata. Il rendimento esterno, con un solo punto in quattro trasferte, certifica una crisi profonda.

La serata sembrava essersi messa in discesa quando Thomas Delaney, esperto centrocampista danese, è stato espulso per un fallo durissimo sul regista Stanislav Lobotka. Gli Azzurri hanno capitalizzato la superiorità numerica grazie al solito Scott McTominay: il centrocampista scozzese, unico vero trascinatore e giunto al suo nono gol stagionale, ha sbloccato il match con un imperioso colpo di testa su corner. Tuttavia, nella ripresa, la gestione del vantaggio è stata disastrosa. Un’ingenuità di Alessandro Buongiorno, difensore solitamente impeccabile, ha regalato un rigore ai padroni di casa. Sebbene il portiere Vanja Milinkovic-Savic abbia neutralizzato il tiro dal dischetto, l’attaccante Jordan Larsson è stato il più lesto a ribadire in rete sulla respinta, gelando le speranze ospiti.


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Sotto accusa finisce la tenuta mentale del gruppo. Il Napoli appare scarico, prevedibile e vittima di un’involuzione tattica preoccupante. Nemmeno il passaggio al 4-2-4 nel finale, con l’inserimento delle punte Lorenzo Lucca e Giuseppe Ambrosino accanto all’ex di turno Rasmus Hojlund (apparso nervoso e impreciso), è servito a scardinare il muro eretto dal tecnico Jacob Neestrup. La “Rosea” sottolinea come le assenze non possano giustificare una tale prestazione contro un avversario fermo da un mese per la sosta invernale. Conte dovrà ora compiere un miracolo psicologico per battere i Blues e sperare ancora nella qualificazione.

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