Cagliarinews24
·19 Maret 2026
Nicola Riva: «Mio padre era come un parente per tutti i sardi, la sua assenza pesa come un macigno»

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Nicola Riva ha rilasciato una lunga intervista per l’edizione odierna de La Nuova Sardegna tra ricordi toccanti del padre, il leggedario Gigi Riva. Aneddoti, ricorrenze e non solo, c’è tanto nelle dichiarazioni che prendono come occasione il giorno della festa del papà. Le sue parole
LA FESTA DEL PAPA’ – «Una giornata per metà triste e per metà felice. Perché la sua assenza pesa come un macigno. Ma dall’altra parte c’è la gioia immensa di stare insieme alle mie figlie e far festa con loro. Il 19 marzo era una giornata in cui lui era sempre presente. Anche dopo aver smesso di giocare a pallone era sempre in giro per lavoro. Ma per la festa del papà non voleva mai mancare. Per me e per mio fratello Mauro quella giornata era davvero una data doppiamente di festa».
IL GIGI RIVA PADRE – «Dico subito che non ci ha mai picchiato, del resto bastava un suo sguardo per capire che aria tirasse. Ma un giorno successe che rientrando a casa io e Mauro ci fossimo messi a litigare. Una discussione accesa condita da spintoni che si prolungò nell’androne del palazzo in cui avevamo casa. Diverbio che divenne accesissimo davanti all’ascensore. Papà perse la pazienza e mi diede un calcio nel sedere facendomi entrare dritto dritto nell’ascensore. Volete la verità? Fu l’unica volta perché probabilmente da quel giorno ho sempre fatto da bravo. Comunque, giusto per confermare quanto si diceva, il suo sinistro era davvero forte».
RIVA, L’ICONA AMATA DA TUTTI – «Sono sicuro che mi arriveranno moltissimi auguri da tutte le parti. Nel ricordo di mio padre. Gigi Riva, era il mio papà ma sinceramente, come ho detto altre volte, era considerato un parente per tutti i sardi, che continuano a sentire molto forte la sua mancanza».
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