Zerocinquantuno
·7 Juni 2026
Non c’è più da sorprendersi, le cessioni eccellenti sono dolorose ma spesso inevitabili. Non solo a Bologna, in tutta la Serie A

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·7 Juni 2026

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Il mercato estivo deve ancora aprire i battenti in via ufficiale (quest’estate avverrà in leggero anticipo, il 29 giugno) e già sotto i portici così come sui social ha iniziato a farsi largo la solita voce: «Il Bologna venderà tutti i migliori». E via così, tra epiteti non esattamente lusinghieri.
Partendo dal solito presupposto che questo è tutto da vedere, e che nelle ultime stagioni la società di Joey Saputo ha sì ceduto alcuni pezzi pregiati salendo comunque di livello e raggiungendo obiettivi prestigiosi, è quantomeno curioso che qualcuno continui a considerare il BFC una sorta di caso isolato nello scenario italiano, come se da altre parti le cose procedessero in maniera opposta.
È chiaro che a tutti piacerebbe vedere sempre all’opera con la maglia della propria squadra del cuore i calciatori più talentuosi, ma è purtroppo altrettanto chiaro che la nostra Serie A sia ormai diventata un campionato di formazione, di passaggio o di rientro a fine carriera, distante anni luce dalla munifica e scintillante Premier League: se entrano in gioco i club inglesi (o qualsivoglia top club europeo), quelli insomma capaci di unire l’appeal a cifre monstre non solo per i cartellini ma soprattutto a livello di stipendi, bisogna solo sperare di avere dirigenti bravi a scatenare un’asta e vendere alla cifra più alta possibile. E il Bologna, come dimostrato in più occasioni, li ha.
Certo, altre realtà come ad esempio le solite Inter, Juventus e Milan, che possono contare su un fatturato di ben altro tenore e quindi permettersi un monte ingaggi molto più alto, hanno un margine di manovra superiore per provare a resistere. Ma al giorno d’oggi è sufficiente la sortita di una società araba o perché no turca (basti pensare a quanto guadagnerà al Besiktas il buon Vincenzo Italiano) per far saltare il banco.
E allora no, non c’è da sorprendersi ogni volta che i rossoblù vendono un pezzo pregiato, l’importante se proprio non c’è altra scelta è appunto monetizzare al massimo e acquistare sostituti all’altezza. Anche in tal senso, seppur l’infallibilità non sia di questo mondo e non sempre dal cilindro possa uscire un Calafiori o uno Zirkzee, i tifosi rossoblù possono dormire sonni tranquilli.







































