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·21 Juli 2026
Padovan sul Mondiale: «Spagna? Vittoria meritatissima. C’è stato un passaggio di consegne. Italia? Soluzione minimalista» – VIDEO

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Intervenuto in esclusiva dai colleghi di Calcionews24, il giornalista Giancarlo Padovan ha condiviso le proprie valutazioni sull’ultimo Mondiale, soffermandosi sullo spettacolo della Spagna, il passaggio generazionale tra Messi e le nuove stelle, le critiche alla FIFA e le prospettive della nazionale italiana.
Ciao Giancarlo, partiamo dalla fine: la Spagna ha meritato il titolo mondiale?
«Io ritengo che sia un titolo meritatissimo, meritatissimo in forza non solo del percorso di cui hai parlato tu, ma anche in forza della qualità di gioco. Io, come molti critici, mi sono soffermato su un aspetto: è la sola nazionale o la prima nazionale che si vede giocare come se fosse una squadra di club, è una squadra ricca di talento, ma non per questo prigioniera del talento, una squadra che fa del collettivo con la sua forza. È una squadra che ha principi di gioco molto chiari e molto visibili, una squadra che anche nella finale ha tenuto più palla, ha avuto maggiore iniziativa e ha cercato di fare gol in qualsiasi momento, le stesse caratteristiche che avevano segnalato la bravura di De La Fuente e della squadra anche contro la Francia. Quindi io credo che proprio non ci sia dubbio sul merito di questo vincitore».
Qual è stata la sorpresa e quale la delusione del mondiale?
«Per quanto riguarda la squadra sorpresa per me è stata la Norvegia, indubbiamente, che è arrivata vicina anche alle semifinali. Secondo me nella partita con l’Inghilterra ha giocato meglio, ha avuto più occasioni, non è andata in semifinale ma ci è arrivata molto vicina. La squadra delusione è il Brasile, mi fermerei qui perché poi ci sono state delle sorprese, per esempio Capo Verde, ma sono sorprese estemporanee».
Come verrà risolta la questione del nuovo CT della nazionale italiana secondo il tuo parere?
«Penso che verrà risolta con una soluzione minimalista, cioè Pirlo. Mi sembra strana questa scelta, per non dire altro, mi fermo qui. Io non credo a Guardiola. Mettiamo che Guardiola venga e prenda la nazionale italiana. Tu pensi che Guardiola, uno dei più bravi, se non il più bravo allenatore del mondo, possa risolvere la questione Italia? Io no. Primo perché non ha mai fatto il CT, secondo perché la qualità dei giocatori e la volontà di lanciarli in prima squadra, quelli giovani, è molto ridotta. La nostra qualità è una qualità molto limitata, una qualità contingentata. Anche se arrivasse Guardiola non sarei ottimista. Penserei che ci voglia una rivoluzione un pochino più copernicana per andare a fare una nazionale diversa, una nazionale con risultati diversi. Soprattutto penso una cosa: che per fare una nazionale diversa e per cambiare il sistema ci voglia tempo. Tempo, e il tempo in Italia non è dato a nessuno».
Langsung


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