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·17 April 2026
💪🏻 Palermo, Inzaghi: "Coroneremo il nostro sogno! Ecco come stanno Joronen e Johnsen"

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·17 April 2026

L'allenatore del Palermo Filippo Inzaghi ha presentato in conferenza stampa il match in programma domani contro il Cesena. Ecco le dichiarazioni, riprese da TMW:
Volevo chiedere se ritiene che questo turno, per il tipo di incontri che prevede per le prime quattro (nelle quali voi siete impegnati in casa e le altre tre sono tutte fuori casa con avversari ostici), possa rappresentare una possibilità per reinserirsi nel discorso per la promozione diretta. Voi ci credete ancora?"Ci mancherebbe. Noi dobbiamo proseguire il nostro percorso senza farci troppe domande o darci troppe risposte; dobbiamo continuare a fare quello che stiamo facendo ultimamente. Sono molto contento e orgoglioso dei miei ragazzi, e lo sono anche i nostri tifosi. La risposta dell'ambiente è incredibile: se penso alla gente che ci sarà domani o a quello che i nostri tifosi hanno fatto l'altra sera alle quattro di notte, è qualcosa che mi porto nel cuore. Mi auguro che ci dia quella spinta in più per continuare quello che è stato intrapreso 22 partite fa."
Quindi ci credete ancora alla promozione diretta?"Ci mancherebbe. Quando vedi il Frosinone a fine partita che esulta per un pareggio preso al novantesimo, vuol dire che il Palermo fa paura a tutti, e questo per noi è una grande cosa."

Sara Esposito / IPA Sport / IPA
Volevo chiederle di Joronen: come sta? Domani sarà della partita oppure no?"Joronen ha avuto un problemino. È un ragazzo straordinario che vorrebbe giocare anche se magari non può, ma siccome abbiamo un secondo portiere molto forte come Gomis, lo abbiamo tenuto a posto e non lo rischiamo. Chiaro che se domani fosse stata l'ultima partita, Joronen avrebbe potuto giocare; ma visto che abbiamo un portiere alla stessa altezza e abbiamo ancora qualche partita, non si sa quante, non rischiamo nessuno. Domani verrà con noi, ma giocherà Gomis."
Recuperi tutti? Corona rientra nel gruppo? E su Rui Modesto: hai scelto di puntare su di lui, un giocatore arrivato a gennaio che si era visto poco. Pensi di continuare a farlo perché ritieni che serva un guizzo o un brio in più rispetto a prima?"Beh, hai detto tutto te. Io devo cercare anche qualcosa di diverso e penso che Rui Modesto abbia, in quel ruolo, caratteristiche che non abbiamo. Lui deve fare di più perché secondo me è un giocatore molto più forte di quello che ha fatto vedere finora, e lo sa anche lui. Però non giocava da tanto tempo e devo avere la pazienza di inserirlo e aspettarlo. Penso che abbia nelle corde delle caratteristiche che in quel ruolo, se giochiamo con quel sistema, non abbiamo. Spero di poter dare presto chance dal primo minuto anche a Gyasi, che si sta allenando molto bene; può fare il quinto, ma secondo me il ruolo in cui ha giocato all'inizio del campionato è il suo ideale. Si sta meritando più considerazione, anche se nelle ultime partite ha comunque giocato un tempo. Per il resto, da lunedì rientreranno in gruppo Johnsen e Joronen e saranno disponibili per la prossima partita. Gli altri ci sono tutti."
A mente fredda, cosa vi lascia il pareggio con il Frosinone? Rammarico per i punti persi o consapevolezza in ottica playoff?"L'ho già detto: quello che ci lascia sono le persone che erano qui alle quattro di notte. Quella è la risposta più grande. Si sta instaurando tra noi e i tifosi qualcosa di unico e speciale. Sono felice che la gente inizi a vedere che la strada è quella giusta, perché nessuno ti regala niente. Quell'accoglienza è arrivata perché vedono che i giocatori ce la mettono tutta e danno l'anima. Non so dove arriveremo, ma dobbiamo portare nel cuore queste manifestazioni. La strada è tracciata; non so quando coroneremo il nostro sogno, ma se andiamo avanti così, senza farci del male da soli come a volte purtroppo qui succede, ci arriviamo. Speriamo il prima possibile."
Il Cesena sulla carta sembra la partita più semplice, essendo loro in crisi. C'è il rischio di sottovalutare l'avversario o di sentire la pressione dei 30.000 allo stadio?"No, assolutamente. Dobbiamo continuare il nostro percorso cercando di crescere gara dopo gara. In casa abbiamo avuto un ruolino di marcia incredibile e vogliamo mantenerlo. Non ci sono partite facili: il Cesena ha cambiato allenatore ma è nei playoff, ha giocatori che possono impensierirci se non affrontiamo il match nel modo giusto. Però sono convinto che sia tutto nelle nostre mani. L'abbiamo dimostrato su campi complicati e a Frosinone, dove abbiamo comandato la partita. Questa è la mentalità che voglio. La squadra sta rispondendo bene ma può migliorare ancora molto. Dobbiamo arrivare alla fine di queste quattro partite facendo il massimo: se avremo fatto più di 70 punti, avremo poco da rimproverarci."
State lavorando su aspetti particolari per avere maggiore incisività negli ultimi metri?"Hai detto bene: a Frosinone abbiamo fatto una grande partita, ma dovevamo far meglio negli ultimi venti metri. Abbiamo lavorato su quello, come facciamo tutte le settimane. Quando giochi un primo tempo come quello, la partita deve finire 2-0; se non è successo è stato demerito nostro. Dobbiamo essere più bravi nell'ultimo passaggio. Sappiamo quali sono i nostri pregi e dove migliorare, siamo diventati tosti e ci sentiamo forti. Mi auguro che domani i giocatori abbiano ben chiaro in testa quello che la gente ha fatto alle quattro di notte per cercare di regalare loro una giornata speciale."
All'inizio dicevi che non meritavate ancora l'affetto della piazza, ora c'è grande gratitudine. Può essere questa la vostra arma in più?"Ricordo bene quelle conferenze. Dissi che se fossimo tornati da un pareggio come quello di Frosinone e ci fosse stata la gente ad aspettarci, per me sarebbe stato un grande successo. Si è verificato, ma questo non ci deve far accontentare, anzi, ci deve responsabilizzare. Abbiamo un pubblico e una società da palcoscenico superiore e dovevamo meritarcelo con il lavoro. In 22 partite ne abbiamo perse solo due; c'è stato un momento di adattamento iniziale per capire le dinamiche, ma poi siamo partiti. Sono molto fiducioso. Quell'accoglienza alle quattro di notte è qualcosa di magico che spero spinga i miei giocatori oltre ogni limite per regalare a questo popolo quello che sappiamo tutti."
Nelle ultime tre partite il Palermo ha sempre segnato nei minuti finali. È un segno di una squadra che non molla mai?"A Frosinone la squadra ha sorpreso anche me. Al gol del loro vantaggio mi sono mancate le gambe in panchina, perché pensavo fosse troppo ingiusto prendere gol al primo tiro dopo aver dominato per 75 minuti. Lì la reazione dei ragazzi è stata sorprendente e mi lascia ben sperare per il futuro."
Il Palermo in estate sarà protagonista in Australia con Inter, Milan e Juventus. È un'ulteriore dimostrazione di cosa sta diventando questo club?"Sapevo benissimo cos'era Palermo e oggi, a distanza di qualche mese, sono ancora più convinto della scelta fatta. Io e la mia famiglia stiamo bene, mi sento amato e considerato. Mi piacerebbe regalare qualcosa di speciale a questa gente. Qui è come essere già in una categoria superiore, ora dobbiamo meritarcela sul campo."
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