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Milannews24

·14 Juni 2026

Panchina Milan, avanza Matthias Jaissle: è lui in pole position per il dopo Allegri

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Il tecnico tedesco Jaissle scavalca Glasner e Amorim. Sul piatto la filosofia RedBull, ma c’è l’ostacolo della clausola da 6 milioni

L’estate della rivoluzione totale in casa Milan si arricchisce di un capitolo decisivo. Dopo aver azzerato l’organigramma con gli addii simultanei di Tare, Allegri, Furlani e Moncada, la proprietà rossonera è al lavoro senza sosta per ridisegnare la struttura dirigenziale e, soprattutto, per affidare la guida tecnica della squadra. In queste ore la corsa alla panchina ha subìto una forte accelerazione: se i nomi di Oliver Glasner (ex Crystal Palace) e del portoghese Rúben Amorim (libero dopo l’esperienza al Manchester United) restano sullo sfondo, la candidatura di Matthias Jaissle sta avanzando in modo concreto e prepotente, posizionandosi in cima alle preferenze di RedBird.

I nodi dell’operazione: ingaggio e clausola araba

L’eventuale affondo decisivo sul tecnico tedesco presenta tuttavia delle complessità di natura economica che la dirigenza rossonera dovrà risolvere nelle prossime ore:


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  • Lo stipendio: Il tecnico trentottenne ha già dato la sua disponibilità di massima al progetto Milan, dichiarandosi pronto a rinunciare al faraonico super ingaggio da 11 milioni di euro a stagione che attualmente percepisce in Arabia Saudita. Resta però da negoziare ex novo la base del suo futuro stipendio in rossonero.
  • La clausola di svincolo: L’ostacolo più rigido è rappresentato dall’Al-Ahli, club con cui Jaissle ha appena concluso la sua terza stagione. Nel contratto del tecnico è presente una clausola rescissoria da 6 milioni di euro e la società araba ha già fatto sapere di non essere intenzionata a concedere sconti o a spostarsi da quella cifra.

La filosofia tattica: verticalizzazioni e scuola RedBull

Cresciuto calcisticamente e formatosi come allenatore all’interno della galassia RedBull — prima alla guida del Liefering in seconda divisione austriaca e poi per due anni sulla panchina del Salisburgo — Jaissle incarna perfettamente l’identikit del tecnico moderno, propositivo e orientato al calcio europeo richiesto dalla proprietà.

I suoi cardini tattici si basano su un calcio marcatamente offensivo, caratterizzato da un pressing alto e da un possesso palla estremamente veloce. Dal punto di vista dei moduli, il tedesco alterna il 4-2-3-1 o il 4-4-2 a seconda delle esigenze strutturali del match. Ai suoi giocatori chiede una partecipazione totale alla manovra, spingendo la squadra a salire in blocco per alzare il baricentro e ordinando di verticalizzare immediatamente non appena si apre un varco nelle linee avversarie. Sotto il profilo difensivo, esige tantissimo dai centrocampisti centrali, chiamati a una doppia fase impeccabile, e attua una strategia volta a spingere il gioco avversario sulle fasce laterali per poi far scattare sistematicamente il raddoppio di marcatura.

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