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·20 Mei 2026
Paolino: «Il Cagliari deve confermare Pisacane, ma deve anche programmare bene. Io so che rischia di perdere Caprile ed Esposito!» – ESCLUSIVA

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Raffaele Paolino ha vissuto due stagioni importanti e piene di momenti iconici con i colori rossoblù addosso tra il 1989 e il 1991. L’ex giocatore del Cagliari ci ha concesso un’intervista esclusiva sulla salvezza della squadra di Fabio Pisacane, il futuro del tecnico, la lotta per le coppe europee e tanto altro ancora. Le sue parole:
Il Cagliari con la vittoria contro il Torino ha centrato la salvezza e raggiunto quota 40 punti. Qual è il suo giudizio sulla stagione dei rossoblù?
«Io la dividerei in 2 parti la stagione del Cagliari. La prima parte secondo me è stata buona, ho visto una squadra organizzata, sbarazzina, cattiva, vogliosa. Poi il girone di ritorno non mi è piaciuto, ci siamo complicati la vita, avevamo 10 punti di vantaggio, siamo arrivati a 3 e poi grazie alla vittoria con l’Atalanta ci siamo salvati. Qualcosa da rivedere nella seconda parte di stagione c’è! Sicuramente gli infortuni, come quello di Belotti, ma che ce hai avuto all’inizio del campionato, ha compromesso tanto, non aver un centravanti puro come Belotti ti ha impedito di fare qualche punto in più. Però a me piacerebbe vedere il Cagliari un pochino diversamente rispetto agli ultimi anni in cui si salva sempre nelle ultime giornate».
Ora tra le varie pratiche da risolvere c’è quella legata al futuro di Fabio Pisacane. Pensa che vada confermato per la prossima stagione e per proseguire nel progetto iniziato l’anno scorso?
«Adesso io certe dinamiche non le so, il Cagliari secondo me deve avere continuità. Adesso, giudicando Pisacane dopo il 1° anno in Serie A, secondo me è positivo, perché è stato messo lì così all’ultimo momento e alla fine ha centrato la salvezza con 40 punti, se guardiamo il totale ha fatto bene. Certo, la seconda parte mi lascia qualche dubbio. Poi non so se sia vero che ci sia del malumore perché mi arrivano queste voci qui. E poi bisogna vedere quanto conta la parola dei nuovi soci, se magari vogliono mettere un allenatore anche loro, cioè io non ho ancora chiara la situazione in Cagliari. Non so questi investitori adesso quante quote hanno, cosa conteranno nel prossimo futuro. Quindi non vedo una cosa ancora chiara, cioè per dirti, per quello che ha fatto va riconfermato, però bisogna esserne convinti, perché se dopo 2-3 sconfitte lo mandi via siamo punto a capo».
Leonardo Pavoletti due giorni fa ha salutato in grande stile i tifosi del Cagliari. Quanti perde lo spogliatoio in termini di personalità e leadership?
«Il Cagliari perde molto. Perde molto perché perde una figura nello spogliatoio, una figura che ha la sua dedizione, una figura importante soprattutto per i giovani, quindi va rimpiazzata assolutamente. Una figura così importante legata alla maglia del Cagliari e legata alla Sardegna. Va tenuto conto assolutamente della perdita di Pavoletti, io lo so cosa vuol dire non avere una figura importante nello spogliatoio».
Inevitabilmente ora andranno affrontati i discorsi relativi ai giocatori in prestito. Crede che Michael Folorunsho va riscattato? La sua stagione è stata positiva?
«Secondo me sì, perché è un giocatore importante, perché ha fatto vedere delle qualità. Mettiamo in conto che il Cagliari perderà quasi sicuramente dei giocatori, uno sicuro che è Palestra, ma anche altri 2 rischia di perderli. Dalle notizie che ho io da Milano, da insider di mercato, gente che fa il mercato seriamente, il Cagliari rischia di perdere Caprile e pure Esposito. Quindi se tu perdi queste 3 figure, e in più perdi Folorunsho, devi rifare la squadra e dopo diventa dura! Lui per me è un buon giocatore, è partito bene e poi ha faticato, ha fatto vedere delle cose buone nelle ultime giornate, secondo me la sua stagione è stata positiva. Va riconfermato secondo me. Poi ripeto, io ho tanta paura di questo mercato che andrà ad affrontare il Cagliari. Perché ancora non ho sentito nessuno della dirigenza esporsi sulla programmazione dell’anno prossimo e le programmazioni si fanno in anticipo, non a luglio-agosto, a quel punto è troppo tardi! Io so come lavora il Sassuolo, come lavora il Como, come lavora il Bologna, come lavora l’Udinese, sono tutte piazze che il Cagliari potrebbe non invidiare, eppure stiamo dietro a queste piazze qua».
Qual è il ricordo più bello che le viene in mente ripensando alla sua parentesi in rossoblù?
«Sicuramente la giornata storica in cui abbiamo vinto il campionato a Pisa, facciamo 2-2 e quando siamo rientrati in Sardegna vedevamo i fuochi d’artificio in tutta la Sardegna. Siamo arrivati all’aeroporto e c’erano migliaia di persone ad accoglierci che per uscire dall’aeroporto abbiamo dovuto usare i cellulari della polizia, perché sennò non si poteva uscire. Sicuramente quella giornata lì è stata storica, ma io ricordo tutta un’annata bellissima con un condottiero come Ranieri che era un papà, che io ho la fortuna di sentire ancora adesso. E’ stata un’annata fantastica, ma com’è stata anche quella della salvezza in Serie A, ma quella giornata là è stata la giornata più bella della mia vita, non solo calcisticamente parlando. Ho visto un popolo in festa ed è stato veramente emozionante. Io la realizzo sempre di più adesso, ma prima avevo 19 anni, non l’ho realizzata in quel momento, quella giornata bella. La realizzo adesso che son passati 40 anni, e realizzo che quella giornata è stata, per me, la più bella».
Dato che, come mi ha detto, è ancora in contatto con Ranieri: ce lo vede come possibile nuovo CT o come dirigente nell’ambito della federazione?
«A me piacerebbe vederlo come CT nella nazionale, ma forse 4 anni son lunghi visto anche l’età abbastanza avanzata, cioè non è più giovane purtroppo, e quindi non so, mi piacerebbe vederlo come CT, ma forse dovevamo prenderlo 1 anno fa. Purtroppo a Roma l’hanno trattato malissimo a mio modo di vedere, non ci si comporta così con una persona come Claudio Ranieri. Però lo vedrei magari come dirigente della federazione, ma con ampi poteri di rivoluzionare il nostro calcio che sta andando sempre sempre in peggio. Io dico che questo è stato uno dei più brutti campionati mai visti in Serie A».
La trentottesima giornata del campionato di Serie A sarà decisiva per la qualificazione alle Coppe europee. Chi vede favorito per la Champions League?
«Penso che rimarrà così con Milan e Roma che andranno in Champions e con la Juve che rimarrà clamorosamente fuori. Ma mi lasciano perplesso le dichiarazioni di ieri di Spalletti che l’ho visto in uno stato veramente confusionale perché ha fatto un minestrone ieri in quello che ha detto nel post partita. Sembrava una resa, sembrava quasi che non volesse rimanere alla Juve. Vedo un Allegri incazzato nero, anzi lo so per certo! Nel Milan ci saranno dei ribaltoni perché Allegri metterà dei paletti, Furlani e Ibrahimovic non li vuole più vedere, quindi non so chi la spunterà… c’è un gran caos! Al Napoli andrà via Conte, io al momento vedo uno Spalletti che va via dalla Juve e una Juve che prova a riprendere Conte. Per quanto riguarda il Milan è un caos, io vivo a Milano, ho visto dei giornalisti milanisti veramente scossi da quello che sta succedendo e l’unica tranquilla è questa benedetta Inter. Ha vinto il campionato, ma ha ancora una base solida per mettere altri scudetti o altri trofei.
Il problema è che il campionato italiano fa veramente schifo, siamo diventati il 5° campionato in Europa, quando una volta eravamo il 1° e questo fa veramente male. Ormai qua vengono giocatori a svernare di 40 anni, 39, 38, che prima erano inammissibili. Abbiamo perso i ritmi di gioco, facciamo fatica nelle coppe e lasciando le 2 finali dell’Inter, l’Atalanta e le 2 finali della Fiorentina, erano 15 anni che nessuno arrivava vicino alla finale. Quindi dico che la Serie A è un campionato mediocre, e non vedo come possiamo sistemarlo, ci vogliono anni e ci vuole anche la voglia da parte della federazione di ribaltare tutto, e questa voglia io non la vedo»
«Se non si riparte dai settori giovanili dilettantistici non si va da nessuna parte, e quello è un lavoro che va fatto sui 10 anni, non su 1 anno. Se non si investe sui centri sportivi dilettantistici per prima e sugli stadi non capisco dove vogliamo andare. Sarà la fine del nostro calcio. Siamo veramente a rischio che non ci andrà più nessuno allo stadio, a parte che adesso ci sono prezzi esorbitanti quindi diventerà solo uno sport per ricchi. E’ inammissibile che nelle scuole calcio uno debba pagare 300, 400, 500 euro per giocare a calcio. La federazione non lo fa, deve investire sui centri sportivi? No, non lo farà mai, quindi non vedo come possiamo uscire fuori da questa situazione».
Si ringrazia Raffaele Paolino per la gentilezza mostrata nel concederci questa intervista







































