Calcionews24
·25 Juli 2026
Pirlo-Baronio, l’Italia riparte dalla coppia nata a Brescia: amicizia e fiducia nello staff azzurro

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Andrea Pirlo si prepara a diventare il nuovo commissario tecnico dell’Italia e nel suo staff porterà con sé un uomo di assoluta fiducia: Roberto Baronio. Come raccontato da La Gazzetta dello Sport, il rapporto tra i due nasce da lontano, molto prima della panchina, quando entrambi erano giovani promesse del calcio italiano cresciute nel vivaio del Brescia.
Negli anni Novanta, Baronio sembrava addirittura destinato a una carriera più luminosa rispetto a Pirlo. Leader della Primavera del Brescia vincitrice del Torneo di Viareggio 1996, il centrocampista classe 1977 era già stato acquistato dalla Lazio per 6 miliardi e mezzo di lire. Pirlo, più giovane di due anni, stava invece iniziando il proprio percorso verso quella che sarebbe diventata una carriera da fuoriclasse assoluto.
Le radici comuni sono forti: entrambi bresciani, entrambi cresciuti sotto la guida di Mircea Lucescu e poi ritrovatisi insieme alla Reggina nella stagione 1999/2000. In quella squadra allenata da Franco Colomba, Pirlo agiva da numero 10, libero di creare sulla trequarti, mentre Baronio dava equilibrio al centrocampo.
La loro intesa si consolidò anche in Under 21, dove Marco Tardelli affidò ai due le chiavi della mediana. Il momento più alto arrivò il 4 giugno 2000, quando l’Italia vinse l’Europeo Under 21 a Bratislava contro la Repubblica Ceca, con doppietta di Pirlo e una grande prestazione di Baronio.
Dopo la carriera da calciatori, il rapporto tra i due è diventato anche professionale. Quando Pirlo ha scelto di diventare allenatore, Baronio lo ha seguito alla Juventus, poi al Fatih Karagümrük, alla Sampdoria e allo United FC a Dubai.
Ora la chiamata della Nazionale può rappresentare il punto più alto del loro percorso comune. Baronio, da sempre collaboratore fedele, sarà una figura centrale nel nuovo staff azzurro.
A spiegare il loro legame è stato proprio Baronio, in una recente intervista alla Gazzetta.
«Come giocatore non mi sono mai avvicinato a lui, mai. Nessuna invidia. Magari all’inizio si parlava meglio di me, ma lui non era ancora Pirlo. Scherzando, gli dico che ha imparato da me a fare il regista. A New York una volta gli dissi: ‘Oh, tra qualche anno mi fai da vice’. E lui: ‘Semmai è il contrario, io una squadra la trovo…’».
Pirlo, alla fine, la squadra l’ha trovata davvero: l’Italia. Ora l’obiettivo sarà riportare gli azzurri in alto, a partire dalle qualificazioni e dal prossimo grande appuntamento internazionale: l’Europeo 2028.







































