💪🏼 Pisa, Corrado: "A luglio 27 il centro sportivo, stiamo acquistando lo stadio. Inzaghi..." | OneFootball

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·28 Juli 2026

💪🏼 Pisa, Corrado: "A luglio 27 il centro sportivo, stiamo acquistando lo stadio. Inzaghi..."

Gambar artikel:💪🏼 Pisa, Corrado: "A luglio 27 il centro sportivo, stiamo acquistando lo stadio. Inzaghi..."

Giuseppe Corrado, presidente del Pisa, ha rilasciato alcune dichiarazioni riguardo il futuro del suo club. Queste, offerte a sestaporta.news, sono le sue parole.

Il punto di vista di Inzaghi

Presidente, prima di parlare del vostro rapporto con Pharmanutra, nei giorni scorsi, all’uscita dei calendari, l’ex allenatore Inzaghi ha detto che guardava soltanto il Palermo e il Pisa. Per lei è stato rancoroso o nostalgico?


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“Ma io credo che fosse nostalgico. Ho conosciuto mister Inzaghi in quell’anno: è un ragazzo entusiasta, generoso e sentimentale. È una persona molto coinvolgente e coinvolta, e notoriamente crea rapporti che gli durano nel tempo, basta vedere le frasi lusinghiere che ha speso per Brescia o per Salerno. Per come l’ho conosciuto è un ragazzo riconoscente, che si fa in quattro per quello che deve fare e riconosce quello che ha avuto in cambio. Credo che il Pisa Sporting Club sia stato importante per lui: veniva da quattro stagioni non positive (Benevento, Brescia, Reggio Calabria, Salerno) e il Pisa gli ha dato fiducia allestendo una squadra molto forte. Insieme siamo riusciti, dopo cinque anni, a fargli riconquistare la Serie A con una squadra di Serie B. Credo che l’ambiente gli sia rimasto nel cuore ed è stato veramente sincero: tutti i tecnici sanno quanto sia difficile vincere al primo anno. Averlo fatto significa aver trovato un territorio che aveva creato i presupposti. Noi saremo contenti di rivederlo e di abbracciarlo quando vorrà venire a Pisa, perché ha lasciato un ricordo assolutamente positivo.”

Presidente, cosa vi aspettate dalla collaborazione con Cetilar e Pharmanutra, ma soprattutto dalla vostra?

“Dalla collaborazione più che aspettarci altre cose ci aspettiamo di continuare in questa opera di costruzione reciproca. Ormai la nostra è una partnership vera, non è un semplice sponsor. Quando si è in questa sede si traspira il profumo di sport e loro con noi hanno trovato un partner su cui andare a costruire valore. Devo dire che è stato reciproco, perché per noi Pharmanutra e Cetilar sono importanti e hanno creato per noi la possibilità di crescere costantemente. Credo che nel nostro piccolo abbiamo dato un po’ di contributo alla loro esplosione: sette anni fa era comunque una grandissima azienda, oggi è un’azienda internazionale che ha fatto la sede a New York, che ha fatto cose importanti e che ne farà ancora.”

Andrea e Roberto Lacorte di Pharmanutra hanno detto che l’azienda non accetta il giustificazionismo, che avevate anche litigato e che è stata tranquillizzata soprattutto per la scelta dell’allenatore oltre ad avere la mentalità di tornare subito su…Quindi che stagione sarà per il Pisa dal punto di vista sportivo?

“Sì, esattamente. L’allenatore è stata la prima scelta in corso importante. Confermo quanto ha detto Andrea, ci siamo guardati negli occhi e siamo andati avanti insieme. E’ bello vedere che una realtà importante come Pharmanutra sia così legata ai valori dello sport e che resti al nostro fianco nonostante la sconfitta. Sarà una stagione difficile, la Serie B è sempre difficile. Ormai siamo i veterani insieme alla Cremonese, negli ultimi dieci anni abbiamo fatto sette volte la B. I pronostici diranno che le tre retrocesse dalla Serie A sono favorite e noi non dobbiamo cadere nel tranello di pensare che potremmo essere i favoriti. Noi costruiremo una squadra competitiva perché abbiamo l’ambizione di ritornare a frequentare quello che abbiamo frequentato in passato. Però è facile cadere nel tranello di sentirsi forti, e se lo fai in B rischi di non esserlo. Per quanto riguarda la squadra, fa male vedere i ragazzi l’altro anno vivere male la stagione. Quando un atleta va in campo, vuole vincere; se non vinci ci rimani male. Sono molto contento che siano delusi e che abbiano questa voglia di rivalsa. Molte di queste delusioni sono state frutto di scelte che l’azienda ha fatto magari in maniera non giusta, e di una flessione nel nostro programma di crescita. L’anno dopo però si deve riconquistare la quota di mercato persa. Nello sport ci vuole sangue nelle vene, la bava alla bocca: sono queste le cose che da modesto ti fanno diventare forte.”

In un campionato italiano dove molti sponsor sembrano “finti” o emanazioni di società interne per drogare un po’ il sistema in cambio di altro, voi invece avete un rapporto diverso. Create insieme le opportunità?

“Esattamente. Anzi, ne parlavo stamattina con l’architetto che lavora sul centro sportivo. Abbiamo cominciato a guardare la segmentazione degli spazi interni e i colori. Io parlavo di uno spazio dove far emergere questo connubio tra il farmaceutico, o meglio l’integratore, e lo sport. Lì, quando inviteranno i loro ospiti, potranno addirittura accedere a quello spazio: avranno spazi bellissimi e integrati. Noi lavoriamo in questa ottica: ogni giorno penso a qualcosa che potrebbe servire per Cetilar. È chiaro che non è così per altri sponsor minori, che sono investitori commerciali che cerchiamo di aiutare, ma con cui non facciamo una vera partnership. Quello che ha detto lei è vero: ci sono sponsor che danno qualcosa in cambio di qualcos’altro, magari di tipo tecnico o di laboratorio, ma noi non siamo d’accordo con queste logiche. Noi creiamo valore.”

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Photo by Giuseppe Bellini/Getty Images for Lega B - Via OneFootball

Presente e futuro del Pisa

C’è un nuovo centro sportivo e uno stadio nei piani. Qual è l’intenzione e a che punto siamo?

“Sono le strutture che ci mancano per diventare una squadra davvero importante e per frequentare il calcio di massima categoria. Il lavoro al centro sportivo sta proseguendo bene. Sono sei mesi che ci lavorano, il tempo previsto era di 18 mesi. Teoricamente a luglio del prossimo anno potremmo essere vicini all’inaugurazione o cominciare a frequentarlo con la prima squadra. Se ci sarà qualche problematica tecnica, magari per i deflussi dell’acqua, slitterà a settembre o ottobre, ma stiamo già lavorando a come posizionare gli interni. Entro il 2027 saremo adeguati alla nostra immagine e avremo un centro sportivo degno di una squadra che non vuole tornare in categorie inferiori. Lo stadio, invece, è un altro punto debole. In Serie A eravamo la cenerentola. Siamo il 55° comune a livello nazionale, non un grande territorio, e in Serie B affrontiamo il campionato con una capienza che è la metà rispetto alle nostre avversarie. Dobbiamo ovviare a questo punto debole.”

Acquistandolo da parte del Comune?

“Sì, naturalmente la strada è quella. Speriamo che il Comune finalizzi tutte le procedure per arrivare a chiudere questa operazione tramite l’asta e per poter cominciare con la ristrutturazione vera. Vogliamo portare uno stadio che possa accogliere più gente. Avendo poche presenze totali e dovendo dare obbligatoriamente il 10% della capienza, ovvero mille persone, al settore ospiti, siamo l’unico stadio dove la percentuale degli avversari rispetto a quelli del territorio è così superiore. Vogliamo dare uno stadio naturalmente più vivibile, perché andare alla partita pensando ‘pioverà o non pioverà? Porto l’ombrello o no?’ ormai è una cosa da anteguerra. Siamo fiduciosi perché abbiamo un buonissimo rapporto col Comune che si è adoperato per accelerare. Ci sarà una conferenza di servizi, poi speriamo di arrivare alla decisione. Il problema non è il prezzo, sono gli aspetti burocratici.”

All’Udinese si parlava di questa leggendaria sala dove un monitor guardava i campionati di tutto il mondo. Volete fare qualcosa del genere insieme al nuovo centro sportivo?

“Sì. Al momento abbiamo una sala più piccola in Via Gioberti, ma abbiamo tanti scout che hanno il computer e l’obbligo di fare relazioni giornaliere su almeno 5-6 partite. Ogni giocatore che il Pisa tratta ha le valutazioni incrociate di cinque scout diversi sulle sue caratteristiche, unite a tantissime informazioni sui dati: quante palle toccano, le corse, le palle perse e conquistate. Quando si arriva a prendere una decisione, è immediata. Poi a volte si sbaglia lo stesso o si è sfortunati. A noi il giustificazionismo non piace, ma se parliamo di infortuni un po’ sfortunati lo siamo stati. Noi comunque operiamo con una tecnologia molto simile a quelle dei grandi club, non lasciamo nulla d’intentato. Non compriamo un giocatore solo perché lo ha suggerito un procuratore: a Pisa questo non avviene.”

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