Juventusnews24
·15 Januari 2026
Plusvalenze, l’Udinese patteggia per l’affare Mandragora con la Juve: multa e niente penalizzazione

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L’Udinese ha scelto la via del patteggiamento per chiudere il caso plusvalenze legato al trasferimento di Rolando Mandragora. Dopo il deferimento della Procura Federale notificato lo scorso dicembre, il Tribunale Federale Nazionale della FIGC ha messo la parola fine al procedimento disciplinare riguardante l’operazione conclusa con la Juventus. Lo scambio, risalente all’estate 2018, aveva generato effetti sui bilanci degli anni a venire. Secondo Calcio&Finanza, la decisione definitiva è stata depositata il 14 gennaio 2026.
Per comprendere le ragioni della multa inflitta al club friulano, occorre analizzare la struttura dell’affare del 2018. Nei documenti depositati in Lega Serie A, l’operazione figurava come una cessione con diritto di opzione a favore della Juventus per il riacquisto nella stagione 2020/21. Sulla carta, i bianconeri avrebbero avuto «solo la facoltà – e non l’obbligo – di riportare il giocatore a Torino». Tuttavia, le indagini hanno svelato una realtà diversa: i club avrebbero stretto un accordo segreto che prevedeva un obbligo irrevocabile di riacquisto. Tale impegno, mai dichiarato nei moduli federali, è stato ritenuto «in contrasto con le norme federali che impongono la massima trasparenza nelle operazioni di trasferimento dei calciatori».
La Procura ha fondato l’accusa su bozze contrattuali, mail e messaggi scambiati tra i dirigenti, oltre a una scrittura privata che sanciva l’impegno al riacquisto. In alcuni documenti interni della Juventus, la cifra per riprendere Mandragora era indicata come un vero debito verso l’Udinese. Anche le testimonianze hanno confermato che «l’impegno al riacquisto era ritenuto una condizione essenziale dell’affare sin dalla fase iniziale». Persino il padre del calciatore ha confermato che «l’accettazione del trasferimento all’Udinese era avvenuta sulla base della garanzia – seppur verbale – di un ritorno certo alla Juventus». Il riacquisto avvenne poi nel 2020 a «condizioni economiche diverse rispetto a quelle inizialmente indicate nei documenti depositati nel 2018». Tale schema avrebbe consentito all’Udinese di «ottenere benefici contabili e fiscali nei bilanci chiusi tra il 2019 e il 2021», mascherando l’affare come un semplice trasferimento con opzione «anziché come un’operazione destinata a concludersi con un riacquisto obbligato».
L’accordo tra le parti e la Procura Federale ha evitato sanzioni più pesanti. Il Tribunale «ha valutato corretta la qualificazione dei fatti e congrue le sanzioni proposte, dichiarando efficaci gli accordi e disponendo la chiusura del procedimento». Le pene consistono in «ammende da 10.700 euro ciascuna per i due dirigenti dell’Udinese coinvolti all’epoca dei fatti e per la stessa società friulana». La squadra non subirà alcuna penalizzazione in classifica.
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