Milannews24
·13 Juni 2026
Pole position e qualifiche, ma la gara del Milan non inizia mai. Ad Amorim, prima di tutto, va dato tempo e una squadra di talento

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·13 Juni 2026

Si diceva, si vociferava, si origliava che nel giro di una settimana Gerry Cardinale, al fianco del sempre più amato Zlatan Ibrahimovic, avrebbe iniziato e concluso una vera e propria rivoluzione. Siamo a circa 19 giorni e il Milan non ha né un allenatore e né una dirigenza. Ciononostante, i tifosi rossoneri stanno assistendo a delle qualifiche mozzafiato per il Grand Prix di San Siro: sulle vetture ci sono Iraola, Xavi, Glasner, Jaissle e Amorim. Il primo si è fermato anzitempo al pitstop del Liverpool; il secondo, forse, non è mai partito davvero, mentre gli ultimi tre continuano a sfidarsi, con l’ormai ex tecnico del Crystal Palace che ha occupato la pole position per diverso tempo.
Adesso, le ruote di Glasner sembrano sgonfie (forse a causa di Rangnick?) e ha perso terreno, facendosi superare dai più veloci Amorim e Jaissle. Il Milan di Cardinale, dunque, guarda alla gioventù dato che parliamo di due tecnici che hanno, rispettivamente, 41 e 38 anni. Diciamoci la verità, le aspettative sulla squadra rossonera calano di giorno in giorno, quindi se rivoluzione dev’essere allora è meglio affidarsi a un allenatore fresco e con idee moderne. Siamo vicini a una scelta, forse la prima in 4 anni, che può rivelarsi positiva ma attenzione ai flebili entusiasmi: sia ad Amorim che a Jaissle va data una cosa fondamentale.
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Il tempo, ma anche la pazienza, così come la fiducia. Nonostante i terribili risultati, il Milan di Cardinale non è mai stato un club dall’esonero facile (l’unico e il solo è stato Fonseca licenziato a metà dicembre), ma ha spesso lasciato in piena solitudine il proprio allenatore. Pensiamo agli ultimi due anni di Pioli, così come il tecnico portoghese sopracitato, ma anche Sergio Conceicao e Massimiliano Allegri. Sedevano sulla panchina rossonera, ma in realtà si programmava già un futuro senza di loro.
Ecco, se scegli di puntare su Amorim o Jaissle, allora, questo errore non puoi commetterlo in alcun modo. I risultati, a meno di piacevoli sorprese, tarderanno ad arrivare. Le prestazioni, a meno di alchimia istantanea, non saranno convincenti. In quel momento, la nuova dirigenza del Diavolo dovrà occupare un posto in prima fila, che si tratti di conferenze o interviste.
A proposito di dirigenza, ma come la mettiamo con il mercato? Il fuggi fuggi rossonero ha Leao come apri pista ma non saremmo affatto sorpresi se oltre il portoghese, e purtroppo anche Modric, andasse via anche Pulisic. D’altronde, il Mondiale è una vetrina luccicante e già alla sua prima sfida con gli USA l’attaccante rossonero si è messo ben in mostra. All’offerta giusta siamo abbastanza certi che Cardinale possa rispondere positivamente, ma questo conduce a un’altra domanda fondamentale: quali saranno i giocatori da cui ripartire?
Rispondiamo rinforzando il concetto espresso prima: sì alla fiducia, sì alla pazienza, ma sì anche a pedine talentuose che possano essere valorizzate all’interno del sistema di Amorim o Jaissle. Insomma, bisognerà ascoltare a fondo quello che sarà il nuovo tecnico del Milan, assecondarlo nelle scelte, difenderlo nei momenti di difficoltà e attendere che i risultati arrivino. Sia chiaro a tutti, così che nessuno possa avanzare dolci speranze: che piaccia o meno, la stagione 2026/27 sarà quella della ricostruzione del Diavolo.







































