Calcio e Finanza
·16 April 2026
Premier League, i ricavi dei club sfiorano i 10 miliardi ma non bastano: bilanci in rosso per 890 milioni nel 2024/25

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·16 April 2026

La crescita non basta più. La stagione 2024/25 della Premier League segna infatti un passaggio chiave: i ricavi continuano ad aumentare, ma non sono più sufficienti a sostenere una struttura dei costi sempre più pesante. Il risultato nei bilanci Premier League 2025 è un sistema che resta leader mondiale per fatturato, ma che vede peggiorare sensibilmente tutti gli indicatori di redditività.
Il divario tra ricavi e costi emerge già dai principali aggregati: a fronte di un incremento dei ricavi di circa 500 milioni di euro, i costi crescono di oltre 890 milioni, più del doppio. Il rapporto tra costi e ricavi supera così il 100%, segnale di un sistema che, nel suo complesso, consuma più risorse di quante ne generi.
Nel complesso, i ricavi raggiungono quota 9,55 miliardi di euro (+5%), confermando la capacità della lega inglese di generare valore su scala globale. La crescita, tuttavia, è meno intensa rispetto al passato ed è trainata soprattutto dalle componenti commerciali, mentre i diritti audiovisivi – pur restando la principale fonte – mostrano un incremento più contenuto. Inoltre, si osserva una crescente polarizzazione: i top club spingono la crescita, mentre la fascia medio-bassa resta molto più dipendente dalla distribuzione centralizzata dei diritti TV.

Il dato più interessante è proprio la dinamica interna: i ricavi commerciali diventano sempre più centrali nei modelli dei grandi club (sponsorizzazioni, partnership globali), mentre la gestione calciatori cala sensibilmente, segnale di un mercato meno attivo o comunque meno profittevole rispetto alla stagione precedente.
Se sul fronte dei ricavi il sistema continua a crescere, è sul lato dei costi che emergono le criticità più rilevanti. L’aumento è generalizzato e particolarmente marcato nelle componenti operative, segnale di una competizione sportiva sempre più costosa e aggressiva.

Qui emerge il vero squilibrio del sistema: i costi crescono molto più velocemente dei ricavi, salendo del 13% rispetto al +5% delle entrate. In particolare, gli altri costi operativi (+24%) rappresentano la voce più dinamica, mentre il costo del personale resta la componente dominante della struttura dei costi. Gli ammortamenti, inoltre, riflettono anni di investimenti massicci sul mercato trasferimenti, che continuano a pesare sui conti. E, allargando il quadro, tra costo del personale e ammortamenti vengono bruciati l’81% dei ricavi, rispetto al 77% della stagione 2023/24. Per fare un confronto con la Serie A, il dato per i club italiani nel 2024/25 era pari al 74%. Complessivamente, così, i costi aggregati superano nettamente i ricavi, con una percentuale del 106% rispetto al fatturato.
L’effetto combinato si riflette sulla redditività: l’EBITDA scende a 2,01 miliardi (-16%), l’EBIT passa in negativo per 587 milioni e il risultato netto peggiora fino a -892 milioni, rispetto alla perdita più contenuta di 205 milioni di euro nel 2024/24. In sostanza, il sistema brucia margini lungo tutta la catena economica, evidenziando una struttura sempre meno sostenibile nel breve periodo.

Entrando nel dettaglio dei singoli club, da un punto di vista del fatturato guida il Manchester City, uno dei due club che superano i 900 milioni di ricavi aggregati insieme all’Arsenal: sono invece otto, complessivamente, i club che hanno registrato entrate oltre i 500 milioni di euro nella stagione 2024/25.
La classifica:
Il dato più rilevante è il salto netto tra le prime quattro e il resto della lega: tutte sopra gli 800 milioni, con il Manchester City vicino al miliardo. Subito dietro, Tottenham rappresenta quasi una “seconda fascia alta”, mentre Chelsea e Aston Villa si collocano su livelli simili pur con modelli molto diversi. Newcastle, pur in crescita, resta ancora distante dal gruppo di testa.
Interessante anche la densità della fascia centrale: nove club sono concentrati tra i 250 e i 360 milioni, segno di una distribuzione relativamente equilibrata dei ricavi televisivi ma con limitata capacità di espansione commerciale. In coda, le neopromosse e i club più piccoli restano poco sopra i 200 milioni, evidenziando comunque una base minima molto elevata rispetto ad altri campionati.
Sul fronte del risultato netto nei bilanci Premier League 2025, la situazione è ancora più eterogenea, ma nel complesso negativa, con una netta prevalenza di club in perdita.
Solo sei club chiudono in utile, e tra questi spicca il Newcastle con oltre 40 milioni, seguito da Aston Villa e Bournemouth. Al contrario, molte delle principali società per fatturato registrano perdite: il Manchester City e il Manchester United restano in rosso nonostante ricavi elevatissimi, mentre il caso più estremo è quello del Chelsea, con oltre 300 milioni di perdita. Anche Tottenham e West Ham mostrano squilibri rilevanti.
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