Calcio e Finanza
·6 Juni 2026
Presidenza FIGC, Abodi chiede un parere formale sull'eleggibilità di Malagò

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·6 Juni 2026

A poco più di due settimane dall’assemblea elettiva della FIGC, fissata per il 22 giugno, il tema della possibile ineleggibilità di Giovanni Malagò entra ufficialmente nel dibattito. Quella che fino a pochi giorni fa era una voce sottotraccia legata al cosiddetto pantouflage diventa ora un passaggio formale, dopo l’iniziativa del ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi.
Rispondendo all’interrogazione presentata il 20 maggio dal senatore della Lega Roberto Marti, Abodi ha infatti chiesto una verifica sull’applicazione della norma in relazione alle cariche apicali del sistema sportivo. La richiesta è stata inoltrata all’Anac, l’Autorità nazionale anticorruzione, mentre per quanto riguarda il piano sportivo — ai sensi delle NOIF della FIGC — il ministero si è rivolto al Coni, che ha trasmesso il quesito al Collegio di Garanzia.
Nella pec inviata al Comitato olimpico, Abodi ha chiesto di ricevere una risposta entro il 15 giugno, quando mancheranno soltanto sette giorni al voto federale. La prossima settimana diventa dunque decisiva per chiarire il quadro e sgombrare il campo dai dubbi che accompagnano la candidatura dell’ex presidente del Coni, che nelle ultime settimane si è sempre detto tranquillo sul punto, anche sulla base delle valutazioni dei propri legali.
Il nodo sollevato da una parte della politica riguarda la legge Severino e, in particolare, la norma sul “pantouflage”. Secondo questa impostazione, al termine di un rapporto di lavoro pubblico — in questo caso la presidenza del Coni — l’ex dipendente non potrebbe prestare attività professionale per soggetti privati nei confronti dei quali abbia esercitato poteri autoritativi o attività di vigilanza. Il riferimento, in questo caso, è alla FIGC.
È proprio su questo punto che una parte della maggioranza di Governo ha acceso i riflettori fin da quando la Serie A ha sostenuto per prima la candidatura di Malagò alla presidenza della Federcalcio. Ora toccherà al Collegio di Garanzia del Coni e all’Anac esprimersi sulla questione, fornendo un parere che potrebbe avere un peso rilevante sull’ultima fase della corsa elettorale.
«È un passaggio importante», ha dichiarato il senatore Marti, «che va nella direzione della massima collaborazione istituzionale e che vuole garantire certezza del diritto, integrità del sistema calcistico e massima trasparenza nelle elezioni della Figc, perché il mondo dello sport merita regole chiare e uguali per tutti». Un parere entro il 15 giugno, qualunque sia l’esito, servirebbe anche a evitare il rischio di un’eventuale impugnazione successiva al voto, nel caso in cui Malagò dovesse essere eletto. Intanto, gli equilibri della vigilia lo vedono in vantaggio su Giancarlo Abete: dalla sua parte ci sarebbero la Serie A, la Serie B, una parte della Serie C, oltre ad allenatori e calciatori.
Un pacchetto di voti significativo, che tuttavia ora deve fare i conti con un’incognita giuridica diventata pienamente politica e istituzionale. La settimana che porta al 15 giugno sarà dunque lo snodo decisivo per capire se l’ombra sull’eleggibilità di Malagò sarà definitivamente rimossa o se continuerà a pesare sulla corsa alla presidenza della FIGC.







































