Calcionews24
·7 Maret 2026
Ravanelli si racconta: «Lippi allenatore incredibile che ci ha fatto giocare un calcio totale. Arbitri? Mai avuto un aiuto alla Juve. Vi racconto un aneddoto sull’avvocato…»

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Fabrizio Ravanelli ha rilasciato una lunga intervista a Tuttosport, soffermandosi sulla Juventus tra ricordi del passato e temi di stretta attualità legati al presente bianconero.
NOTTE DI ROMA – «Una serata veramente speciale, soprattutto per uno juventino che ha amato e ha pianto per la Juventus. Mio padre aveva l’abbonamento del Perugia, dentro di me invece è entrato quel colore bianconero. Oggi sono un ragazzo di 57 anni che ha fatto la storia della sua squadra del cuore, ed essere partito da una provincia piccola come Perugia è qualcosa di incredibile».
VOGLIA DI JUVE – «Ho una foto di Hurrà Juventus all’inizio della stagione 1994-1995, l’anno dello scudetto. Ero a Torino da due anni e mi davano sempre tra i partenti. Nel periodo estivo allora mi sono allenato tutti i giorni, e con grande intensità. Narciso Pezzotti, vice di Lippi, ci aveva detto che avrebbe stravolto la preparazione. Infatti, uno dei primi giorni si fa il test, nel quale si deve correre intorno al campo, aumentando un chilometro o due all’ora di velocità a ogni giro, fino allo sfinimento. Eravamo rimasti in quattro, alla fine. Vialli, il mio idolo. Deschamps, Torricelli e poi c’ero io. Mi sono detto: oggi devo vincere, piuttosto muoio sul campo ma devo battere il mio idolo, portare a casa il risultato. E ce l’ho fatta: quando ha mollato Vialli, avevo il cuore che mi usciva dalla bocca. Ma questa era la mia voglia di Juventus».
LIPPI – «Credo sia stato l’artefice numero uno delle nostre vittorie. Il mister è stato, al di là di tutto, un grande motivatore. Un allenatore incredibile che ci ha fatto giocare un calcio totale. Con tre attaccanti, per la prima volta dopo anni con due punte. Poi in certi momenti non era solo la nostra guida, ma quasi un compagno aggiunto. Il giovedì sera spesso Vialli organizzava delle cene: lui si aggregava e poi a un certo orario diceva “adesso divertitevi, io me ne vado a casa».
AIUTI ARBITRALI ALLA JUVE – «Io non sono mai stato aiutato dagli arbitri quando ho vestito la maglia della Juventus. Anzi: la Juve è stata sempre il fiore all’occhiello del calcio italiano. Una storia unica. Come unica è stata la proprietà».
ANEDDOTO SULL’AVVOCATO – «Uno: quando sono arrivato a Torino, o forse al secondo anno, l’Avvocato mi ha preso da parte. E mi ha detto: “Ma Ravanelli, come mai tu hai i capelli bianchi e la barba nera?”. Gli ho risposto: “Non lo so, Avvocato. Non lo so…”».
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