Inter Milan
·13 Juni 2026
In partnership with
Yahoo sportsInter Milan
·13 Juni 2026
Una giornata speciale, tra ricordi ed emozioni: l'Inter Legends è tornata in campo per affrontare il Real Madrid Leyendas nel Corazón Classic Match: Un partido con alma de infancia, sfida amichevole organizzata per raccogliere fondi utili a finanziare i progetti benefici della Fundación Real Madrid.
In un'atmosfera spettacolare, con lo stadio pieno, le leggende di Real Madrid e Inter hanno dato spettacolo, dando vita a un'incredibile festa che ha celebrato la storia dei due Club e onorato il mondo del calcio.
Al Bernabéu i Blancos hanno vinto 2-1 in rimonta: l'Inter è passata in vantaggio sul finire del primo tempo con una rete di Hernanes, abile a ribattere in rete il rigore parato da Contreras, poi nella ripresa il Real Madrid ha ribaltato il risultato con due gol in fotocopia di Pepe e Barral. Nel finale viene annullata una grande rete a D'Ambrosio per fuorigioco.
Una grande festa di calcio e passione, che aveva l'obiettivo di raccogliere fondi per i progetti benefici della Fundación Real Madrid: una bellissima giornata che i tifosi del Bernabéu hanno festeggiato nel migliore dei modi, con un'incredibile atmosfera.
Rete: 41' Hernanes (I), 70' Pepe (R), 76' Barral (R)
REAL MADRID LEYENDAS (4-4-2): 1 Contreras (13 Bizzarri 50'); 2 Salgado (8 Velasco 72'), 3 Pepe (24 Granero 90'), 19 Sanz, 12 Ivan Campo (4 A. Garcia); 27 Karembeu (27 Nunez 52'), 24 Makelele (6 Milla 81'), 24 Granero (6 Tebar 61'), 11 Amavisca (23 Moral); 21 Pedro Leon, 9 Aganzo (7 Barral 46'). A disposizione: - Allenatore: José Antonio Camacho - Manolo Castro
INTER LEGENDS (4-4-2): 1 Toldo (1 Frey 34' (21 Orlandoni 62')); 13 Maicon (39 Santon 56'), 6 Lucio, 13 Ranocchia (21 Karagounis 60' (5 Galante 73')), 33 D'Ambrosio; 87 Candreva (4 Zanetti 46'), 19 Cambiasso (20 Obi 56' (87 Candreva 81')), 8 Pizarro (7 Pazzini 81'), 21 Karagounis (13 Guarin 28' (5 Emre 56' (73' 7 Van der Meyde (8 Palacio 90')))); 8 Palacio (29 Suazo 46' (21 Obinna 62')), 7 Pazzini (88 Hernanes 28' (20 Borja Valero 56')). A disposizione: - Allenatore: Giuseppe Bergomi.
Note: Al 41' Contreras para un rigore a Hernanes
Arbitro: Carlos Megía Dávila Assistenti: Hugo José López Puerta - Abraham Álvarez Cantón Quarto Ufficiale: Pablo Megia Dávila
Una festa iniziata da lontano, fin dall'inizio della giornata: sì perché si gioca, si torna a fare quello che si è sempre amato con i compagni con cui si sono condivise emozioni e sofferenze, sacrifici e gioie, trionfi e delusioni. Per i ragazzi dell'Inter Legends è come se il tempo non fosse mai passato: è come vivere in un dolcissimo déjà-vu, come se il tempo non fosse mai passato davvero. Per questo la partita del Corazón Classic non può essere un'amichevole come le altre: si gioca contro il Real Madrid, si gioca al Bernabéu, cambiato nella forma rispetto a quello che avevano sperimentato durante notti indimenticabili, ma pur sempre un gigante del calcio mondiale. Non sarà Champions League, eppure giocare qui contro i Blancos ha qualcosa di diverso da tutto il resto: si respira la mistica, l'aura di una squadra leggendaria, che da sempre scrive pagine storiche del calcio europeo, esattamente come l'Inter. Sembra quasi di vivere in un sogno: uomini esperti, che hanno giocato centinaia di partite e vinto decine di trofei che ancora oggi si emozionano all'ingresso in campo del Bernabéu, accolti dal boato di 75mila tifosi festanti che hanno gremito le tribune dell'impianto madrileno, chi per curiosità, chi per salutare e rendere omaggio ai propri idoli d'infanzia.
Subito dall'inizio vediamo una novità: all'inizio non gioca Javier Zanetti e il capitano dell'Inter Legends è Esteban Cambiasso, uno che ha visto la sua vita intrecciarsi in modo indissolubile all'Inter, al Real Madrid e al Bernabéu.
È un'amichevole, sono passati tanti anni dall'ultima volta che i ragazzi si sono allacciati gli scarpini, eppure la voglia di vincere e dare tutto in campo è sempre la stessa. Ci sono cose che non cambiano e altre che si evolvono: il piede fatato di David Pizarro è lo stesso di un tempo per esempio, con il cileno che smista palloni e saggezza calcistica in mezzo al campo insieme al Cuchu, oppure l'abilità di Rodrigo Palacio di abbassarsi per prendere palla e fare da regista offensivo, qualità che non si possono insegnare ma sono innate e intramontabili. Poi c'è chi decide di fare diversamente, come Maicon, che alla prima discesa sulla fascia fa segno a tutti, compagni e avversari, di abbassare i ritmi: come a dire che non c'è bisogno di esagerare, basta la nostra classe. L'Inter gioca bene, mister Beppe Bergomi è soddisfatto del suo 442, scelto per dare sicurezze ai suoi giocatori per permettere di gestire meglio le rotazioni. I tifosi si stupiscono delle giocate di Karagounis e dell'inesauribile grinta di D'Ambrosio, che corre per tutto il campo e scappa continuamente alle spalle di Salgado, storico terzino dei Blancos dei Galacticos: Danilo colleziona occasioni, sfiora il gol di tacco in area nel primo tempo e nel finale segna anche il gol del pareggio, annullato però per fuorigioco sull'ennesimo lancio perfetto del Pek Pizarro.
Toldo salva l'Inter: una frase scritta e sentita per anni dai tifosi nerazzurri, una circostanza che si verifica ancora al 17' quando il portierone alza in angolo un tiro insidioso di Pedro Léon. Sarà l'unica parata della partita per Francesco, ma da responsabile del Progetto Legends il ruolo dell'ex portiere è fondamentale. Così come quello del Profeta Hernanes, protagonista del gol nerazzurro al 41' arrivato in una situazione più complicata del previsto. Il brasiliano segna sulla ribattuta di un rigore conquistato per un fallo di Salgado su D'Ambrosio e festeggia con le sue tipiche capriole sul prato del Bernabéu, un impianto che non aveva mai vissuto in carriera.
Il secondo tempo è meno vivace del primo: potevamo immaginarlo, le energie sono minori rispetto a quelle di un tempo, ma la voglia di vincere non cambia mai. Il Real Madrid non molla e cerca in tutti i modi di riprendere la partita, guidata da Pepe, vero e proprio condottiero Blanco, in grado di giocare anche da attaccante. La ripresa però è una lunghissima passerella per le stelle di entrambe le squadre: Cambiasso è salutato dall'ovazione di tutto il Bernabéu quando esce dal campo, Zanetti è salutato da un boato quando si infila la fascia di capitano dopo l'intervallo, ma ci sono applausi per tutti, da Frey a Orlandoni, reduce da una stagione meravigliosa come preparatore dei portieri della Prima Squadra. L'Inter resiste, prova a mantenere il vantaggio, le chiusure di Lucio e Ranocchia sono quelle che conosciamo da sempre, come se fosse il 2011 in un ottavo di Champions League contro il Bayern Monaco. Il Real però trova due gol identici con due cross da sinistra deviati in porta di testa: la prima rete è di Pepe, monumento del madridismo come testimoniano i decibel raggiunti dal Bernabéu al momento della sua sostituzione, poi tocca a Barral al 76' realizzare il gol vittoria. Non basta la grande spinta dell'Inter, trascinata dalle corse di Candreva, Pazzini e dall'infinito D'Ambrosio.
Il gol di Danilo è spettacolare, ma in fuorigioco: finisce 2-1 per il Real Madrid, ma ciò che conta non è il risultato, ma le emozioni provate in un pomeriggio meraviglioso.
Langsung


Langsung


Langsung



































