DirettaCalcioMercato
·24 Maret 2026
Rigore Juventus, mano di Pongračić e Pavlović su Simeone: le spiegazioni dell’AIA

In partnership with
Yahoo sportsDirettaCalcioMercato
·24 Maret 2026

Puntata ricca di spunti quella di Open Var, con l’AIA che ha analizzato i principali episodi arbitrali della 30ª giornata di Serie A, soffermandosi in particolare sui casi di Juventus-Sassuolo, Milan-Torino, Genoa-Udinese e Fiorentina-Inter. Tra conferme, revoche e letture tecniche, emerge un quadro piuttosto netto: promossi i rigori concessi in Juventus-Sassuolo e Milan-Torino, corretta invece la revoca in Genoa-Udinese, mentre in Fiorentina-Inter viene giudicato giusto il non intervento.
Nel match tra Juventus e Sassuolo, l’episodio sotto la lente riguarda il tocco di mano di Idzes. Secondo l’analisi dell’AIA, la difficoltà principale non era tanto stabilire la punibilità dell’intervento, quanto piuttosto accertare con certezza il contatto tra pallone e braccio.
Determinante, in questo senso, è stata la telecamera numero 16, l’unica che ha permesso di apprezzare chiaramente il tocco. Una volta chiarito il contatto, la valutazione diventa lineare: calcio di rigore corretto, con il braccio del difensore giudicato largo e in posizione non naturale.
Più complesso e discusso l’episodio di Milan-Torino, con la manata di Pavlović ai danni di Simeone. L’AIA conferma la bontà della decisione finale, ma non nasconde qualche perplessità sulla gestione del check al VAR.
La revisione viene definita faticosa, tanto che dagli arbitri arriva anche una presa di posizione piuttosto netta: “non siamo contentissimi”, soprattutto per il tempo eccessivo impiegato dal VAR per arrivare alla conclusione. Inoltre, sarebbe mancato anche uno zoom utile da mostrare all’arbitro in fase di OFR.
Nel merito, però, la lettura è chiara: Pavlović gira le spalle al pallone e non ha alcuna intenzione di giocare la sfera. Il suo unico obiettivo è fermare Simeone, e lo fa colpendolo al volto, che il regolamento considera la parte più tutelata in situazioni di questo tipo. Se il contatto fosse avvenuto sulla spalla, probabilmente non si sarebbe arrivati al rigore. Sul volto, invece, la decisione è corretta. Secondo l’AIA, Fourneau avrebbe potuto ravvisarlo anche dal vivo, senza bisogno del richiamo al monitor.
In Genoa-Udinese, al centro del dibattito c’è il tocco di mano di Kabasele. In questo caso, l’AIA promuove pienamente l’On Field Review che ha portato alla revoca del calcio di rigore inizialmente assegnato.
La motivazione è tecnica e precisa: il punto di contatto avviene quando il braccio è in posizione naturale, lungo il corpo, e per questo motivo il gesto non è punibile. Una lettura che conferma la bontà dell’intervento del VAR e della successiva correzione della decisione presa in campo.
Infine, in Fiorentina-Inter, viene analizzato il tocco di mano di Pongračić, giudicato non punibile. L’AIA elogia in particolare la valutazione dell’arbitro Colombo, definendola una “ottima lettura dal campo”.
Nel dettaglio, il pallone rimbalza davanti a Pongračić, che prova addirittura a giocarlo con il tacco. In questo contesto, la posizione del braccio è considerata naturale e congrua rispetto al movimento del corpo, e dunque non sanzionabile.
Un passaggio importante dell’analisi riguarda anche la posizione di Thuram, ritenuta irrilevante ai fini della decisione. L’AIA sottolinea infatti come la punibilità di un tocco di mano non dipenda dall’esito dell’azione, né dalla vicinanza di un avversario, ma esclusivamente dalla dinamica del gesto e dalla posizione del braccio.









































