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·27 Juli 2026
Rivera boccia Pirlo ct Italia e si candida: «Non è adatto, io sarei perfettamente in grado di farlo». Ma l’ex Milan ha mai allenato?

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Gianni Rivera torna al centro del dibattito sulla Nazionale italiana. La bandiera del Milan e dell’Italia, attraverso le colonne di Repubblica, ha preso posizione in maniera molto netta sul possibile approdo di Andrea Pirlo sulla panchina azzurra. Il tema resta delicato, soprattutto dopo le polemiche legate ai rapporti dell’ex centrocampista con la Russia e con la società di scommesse di Mosca.
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Rivera non ha usato mezzi termini, bocciando la candidatura di Pirlo e sottolineando i possibili rischi d’immagine per l’intero movimento calcistico italiano.
CASO PIRLO – «Non è la persona giusta. Per quanto riguarda i suoi rapporti con la Russia, bisogna essere molto severi. Di questi tempi, un simile legame esporrebbe l’intero movimento del calcio italiano a un rischio di reputazione. Non può essere la persona giusta per guidare la Nazionale, e mi meraviglio che qualcuno abbia pensato che potesse esserlo. Penso e spero che Maldini non fosse al corrente di questo suo legame con la società di scommesse di Mosca. Mi sono proposto per fare il ct, e non è uno scherzo. Ho uno staff di alto livello, sarei perfettamente in grado».
Parole forti, destinate a far discutere. Rivera non si è limitato a criticare la possibile scelta di Pirlo, ma ha anche rilanciato la propria disponibilità a guidare la Nazionale, presentandosi come una candidatura reale e non come una semplice provocazione.
La frase sulla propria candidatura apre però inevitabilmente un interrogativo: Gianni Rivera ha mai allenato? Dal punto di vista della panchina, la risposta è chiara. L’ex fuoriclasse rossonero non ha un vero curriculum da allenatore di campo. Non risultano incarichi significativi alla guida di club professionistici né esperienze da commissario tecnico in competizioni ufficiali.
Dopo il ritiro dal calcio giocato, il percorso di Rivera è stato diverso. L’ex numero 10 ha ricoperto ruoli da dirigente sportivo, si è poi dedicato alla politica e successivamente ha avuto incarichi all’interno del mondo federale. Una carriera quindi più istituzionale e gestionale che propriamente tecnica.
La parte più vicina all’area tecnica arriva più tardi. Nel 2010 Rivera è stato nominato presidente del Settore Giovanile e Scolastico della FIGC, mentre nel 2013 è passato alla guida del Settore Tecnico di Coverciano. Nel 2019 ha conseguito il patentino UEFA Pro, la massima abilitazione europea, che permette formalmente di allenare anche squadre di Serie A e Serie B.
Questo significa che Rivera è abilitato ad allenare, ma il dato formale non coincide con un’esperienza concreta maturata in panchina. La sua candidatura, dunque, si fonderebbe soprattutto sulla conoscenza del calcio, sul prestigio della carriera da giocatore, sull’esperienza federale e sul suo peso storico nel movimento italiano.
Rivera ha spesso rivendicato di essere stato una sorta di “allenatore in campo” per vent’anni, ma guidare una squadra dalla panchina è un’altra cosa. Il suo intervento riaccende così il confronto attorno al futuro della Nazionale, tra la possibile scelta di Pirlo, il ruolo di Paolo Maldini e le alternative che continuano a emergere nel dibattito pubblico.
La posizione di Rivera è netta: no a Pirlo e disponibilità personale per l’Italia. Resta però il nodo principale: il grande passato da calciatore e la formazione federale bastano per guidare una Nazionale chiamata a ripartire?
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