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·20 April 2026

Roma, dal 2019 ritmo simile senza quarto posto

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Per la Roma la qualificazione alla Champions League resta un traguardo di difficile realizzazione da quando il club è sotto la gestione Friedkin.

Per la Roma la Champions League resta un obiettivo perennemente dichiarato, ma difficilissimo — se non impossibile — da raggiungere da quando Friedkin è alla presidenza del club. L’ultima volta in cui i capitolini hanno partecipato alla prestigiosa competizione è nel 2018/19, ovvero l’annata che ha visto l’avvicendamento tra Di Francesco (esonerato proprio dopo l’eliminazione dal torneo) e Ranieri, al secondo dei tre ritorni in panchina nella sua carriera romanista.


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Friedkin, la Champions resta un tabù

In quella stagione, dopo 33 giornate, i giallorossi avevano collezionato 55 punti. Nel 2019/20 e nel 2020/21, Fonseca è arrivato rispettivamente a 57 e 55. Nel 2021/22, al termine del 33esimo turno, Mourinho ne aveva 58. Stesso score del 2022/23 e del 2023/24. Un anno fa, di questi tempi, Sir Claudio inseguiva disperatamente il quarto posto (sfuggitogli per una lunghezza) a 57. Oggi Gasperini è a 58, quindi in linea con tutti i suoi predecessori.

In queste ultime otto stagioni, inoltre, la Roma è giunta tre volte in semifinale di Europa League, una in finale e in una circostanza, nel 2022, ha sollevato al cielo la Conference, con lo Special One alla guida. In Europa ha sempre fatto strada, giocando almeno una partita delle fasi a eliminazione diretta. In campionato, però, il traguardo principe è sempre sfuggito. Gasp ha altre cinque partite per provare a invertire la rotta.

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