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·11 April 2026

Scontro sui prezzi dei biglietti: il CEO del Liverpool risponde ai tifosi

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La decisione del Liverpool di aumentare il prezzo dei biglietti per seguire i Reds nei prossimi tre anni ha acceso uno scontro con i tifosi, che parlano di una vera e propria «minaccia esistenziale» per il tifo popolare. Nel frattempo, il club ha diffuso una nuova nota ufficiale con cui l’amministratore delegato Billy Hogan ha difeso la scelta portata avanti dalla società.

Alla fine del mese scorso il Liverpool ha annunciato che i prezzi dei biglietti cresceranno nei prossimi tre anni in linea con l’inflazione, misurata attraverso il Consumer Price Index. Già dalla prossima stagione gli abbonamenti stagionali aumenteranno tra 21,50 e 27 sterline, mentre i biglietti singoli per chi non possiede l’abbonamento cresceranno tra 1,25 e 1,75 sterline. Ulteriori rincari sono previsti nelle due stagioni successive.


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La decisione ha provocato forti proteste tra i sostenitori. Il sindacato dei tifosi del Liverpool, Spirit of Shankly, ha annunciato manifestazioni durante le partite ad Anfield contro l’aumento dei prezzi, a partire dalla gara contro il Fulham. Anche il gruppo di tifosi Spion Kop 1906 ha deciso di protestare: le celebri bandiere della Kop non verranno esposte nelle partite restanti della stagione ad Anfield, con l’eccezione della sfida di Champions League contro il Paris Saint-Germain, quando verrà ricordato il 37° anniversario della tragedia di Hillsborough.

Alle critiche si è unito anche Ian Byrne, deputato di Liverpool West Derby e membro del direttivo di Spirit of Shankly. Byrne ha accusato il club di «rischiare di distruggere qualcosa che tutti vorrebbero», riferendosi alla famosa atmosfera di Anfield, colpendo con aumenti pluriennali tifosi già in difficoltà economica.

Nel pomeriggio di ieri, però, l’amministratore delegato Billy Hogan ha risposto con una lunga lettera inviata agli abbonati e ai membri del club. «Nessuno al Liverpool prende decisioni sui prezzi dei biglietti con leggerezza», ha spiegato Hogan. «Abbiamo la responsabilità di gestire il club in modo sostenibile e con una visione ambiziosa: competere per tutti i trofei, vincerli e continuare a vincerli. Per farlo servono risorse sia in campo sia fuori».

Il dirigente ha sottolineato che anche il club sta subendo l’aumento generalizzato dei costi: «Come famiglie e aziende in tutto il Paese, anche noi sentiamo la pressione del costo della vita». Secondo i dati forniti dal Liverpool, i costi operativi delle partite ad Anfield sono aumentati dell’85% nell’ultimo decennio (57% escludendo i lavori all’Anfield Road). Le spese per le utenze sono cresciute del 107% negli ultimi quattro anni, mentre le imposte locali sono salite del 286% nello stesso periodo.

«Negli ultimi dieci anni abbiamo aumentato i prezzi dei biglietti solo del 4%», ha ricordato Hogan. «Per questo riteniamo che collegare gli eventuali aumenti all’inflazione — pari al 3% per la prossima stagione — sia il modo più equo e trasparente per coprire parte di questi costi». Il CEO ha aggiunto che i rincari non copriranno completamente le spese crescenti, ma contribuiranno a sostenere nuovi investimenti nel club. «Ricavi record non significano necessariamente profitti, soprattutto con costi in costante aumento», ha precisato.

Le spiegazioni del club, tuttavia, difficilmente calmeranno la protesta dei tifosi. In particolare, a far discutere è la scelta di programmare gli aumenti su tre stagioni consecutive. «Sono scioccato e amareggiato dal fatto che il Liverpool sia il primo club a introdurre aumenti pluriennali», ha dichiarato Byrne. «Se continui ad alzare i prezzi in una città come Liverpool, già colpita dal caro vita, rischi di distruggere qualcosa che ogni club vorrebbe: la Kop».

Secondo il deputato, i tifosi che animano lo stadio potrebbero arrivare a «ritirare il loro contributo», sentendosi poco considerati dalla società. Dal canto suo Hogan ha spiegato che la scelta di pianificare gli aumenti su tre anni serve a «garantire chiarezza e prevedibilità» ai tifosi, evitando cambiamenti improvvisi stagione dopo stagione. Il club ha inoltre fissato un tetto massimo del 5% agli aumenti per la seconda e la terza stagione, nel caso l’inflazione dovesse crescere oltre questa soglia.

Secondo le stime attuali, nei tre anni i biglietti singoli per gli adulti aumenteranno complessivamente tra 3 e 4,50 sterline, mentre il tagliando più caro arriverà nel 2028/29 a 65,50 sterline. Gli abbonamenti stagionali cresceranno invece tra 53,50 e 67,50 sterline, con il prezzo massimo previsto a 971,50 sterline.

Hogan ha infine sottolineato che, rispetto ai principali rivali della Premier League, il Liverpool ha aumentato i prezzi molto meno: dal 2016/17 i club della top six hanno alzato le tariffe in media del 17%, contro il 4% registrato ad Anfield nello stesso periodo. Il club ha comunque assicurato che continuerà il confronto con il Supporters Board sulle politiche relative ai biglietti e ha precisato che non è ancora stata presa alcuna decisione su eventuali aumenti dopo il triennio previsto.

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