Calcionews24
·7 April 2026
Simeone in memoria di Lucescu: «Ho un grande ricordo di lui come persona e come allenatore. Era di cuore e mi proteggeva»

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La dolorosa notizia della scomparsa di Mircea Lucescu, indimenticabile e storico tecnico rumeno morto a 80 anni, ha scosso profondamente l’intero panorama del calcio internazionale. Tra le innumerevoli figure che in queste ore stanno rendendo omaggio alla sua straordinaria carriera, spicca il toccante ricordo di Diego Simeone. L’attuale allenatore dell’Atletico Madrid condivideva infatti un legame molto speciale con il mister, essendo stato allenato dal tecnico romeno al Pisa e pure all’Inter durante la sua avventura calcistica in Italia.
Il rapporto instauratosi tra i due andava ben oltre le classiche e formali dinamiche da spogliatoio. Lucescu rappresentò un vero e proprio punto di riferimento per il talentuoso centrocampista sudamericano, da poco sbarcato nel nostro Paese. Intervistato ai microfoni di Sky Sport, il “Cholo” ha voluto condividere un intimo e dolcissimo aneddoto per onorare la memoria del suo ex allenatore: «Ho un grandissimo ricordo, mando un saluto per la famiglia. Mi ricordo di quando ero giovane. Io muovevo i primi passi nel Pisa, lui mi portava a mangiare a casa sua, mi proteggeva, ero un ragazzino». Parole che testimoniano lo spessore umano e la profonda empatia di un professionista capace di far sentire a casa i propri atleti.
Le dichiarazioni del tecnico argentino sono state rilasciate in un momento agonistico estremamente delicato, ovvero alla vigilia della gara di Champions al Camp Nou contro il Barcellona. Nonostante l’altissima tensione per il big match in terra catalana, l’allenatore dei Colchoneros ha voluto fermarsi per tributare il giusto onore al suo mentore.
Le strade professionali dei due si incrociarono nuovamente a Milano, sponda nerazzurra. Anche in quel frangente, la serietà del tecnico non venne mai meno. Simeone ha concluso il suo intervento esaltando l’eredità lasciata dal rumeno: «Ho un grande ricordo come persona e allenatore perché da allenatore parlano i numeri per lui. Poi lo abbiamo avuto avuto all’Inter e anche se non era un momento facile per la squadra lui è stato sempre chiaro, umile, una persona di cuore». Un tributo sincero a una leggenda immortale della panchina.









































