Sorrentino zittisce le critiche: «Sommer non è il problema dell’Inter. Trovo assurda questa cosa» | OneFootball

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Inter News 24

·26 Januari 2026

Sorrentino zittisce le critiche: «Sommer non è il problema dell’Inter. Trovo assurda questa cosa»

Gambar artikel:Sorrentino zittisce le critiche: «Sommer non è il problema dell’Inter. Trovo assurda questa cosa»

Sorrentino, ex portiere e noto opinionista, ha difeso Sommer dalle tante critiche piovutegli addosso dopo l’errore contro il Pisa

Il caso Sommer infiamma il dibattito in casa nerazzurra, trovando in Stefano Sorrentino un difensore d’eccezione. L’ex portiere, ospite alla Nuova Domenica Sportiva, ha stigmatizzato le critiche piovute sullo svizzero dopo il match contro il Pisa, definendole una «vergogna» e inserendole in un trend storico che ha colpito molti numeri uno dell’Inter.

Sommer non è il problema dell’Inter secondo Sorrentino

Nonostante il clamoroso errore sulla rete di Moreo — arrivata dopo un’incomprensione con Mkhitaryan e Zielinski — Sorrentino ha voluto guardare oltre il singolo episodio, analizzando la situazione con l’occhio di chi quel ruolo lo ha vissuto per anni.


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La difesa di Sorrentino: «Basta colpevolizzare il portiere»

L’analisi di Sorrentino si è concentrata su tre punti cardine:

  • L’errore in un contesto di vittoria: «Sul 6-2 ci può stare che sbagli. L’altra sera ha sbagliato, ma siamo qui a trovare il pelo nell’uovo».
  • Il “gioco” dei colpevoli: Sorrentino ha ricordato come la critica interista sia spesso severa con i propri portieri, citando i precedenti di Handanovic, Onana e persino Zenga.
  • Consapevolezza del futuro: L’ex portiere non nega che il ciclo di Sommer (classe ’88) sia vicino alla conclusione: «Lo sa anche lui che l’Inter cercherà un altro portiere, ma criticarlo così oggi è ingiusto».

Chivu si assume le colpe

A dare manforte alla tesi di Sorrentino sono arrivate anche le parole di Cristian Chivu. Nel post-partita, il tecnico nerazzurro si è preso la totale responsabilità del pasticcio difensivo: «La colpa è mia, non di Yann. Sono io che chiedo certe giocate dal basso che possono metterlo in difficoltà». Un gesto da leader per proteggere lo spogliatoio mentre la squadra vola a quota 52 punti.

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