Stramaccioni sul caos alla Roma: «I Friedkin prendano posizione! Gasperini e Ranieri? Conosco entrambi da molto tempo e posso dirvi questo» | OneFootball

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·16 April 2026

Stramaccioni sul caos alla Roma: «I Friedkin prendano posizione! Gasperini e Ranieri? Conosco entrambi da molto tempo e posso dirvi questo»

Gambar artikel:Stramaccioni sul caos alla Roma: «I Friedkin prendano posizione! Gasperini e Ranieri? Conosco entrambi da molto tempo e posso dirvi questo»

L’ex allenatore dell’Inter, Andrea Stramaccioni, ha voluto dire la sua sul grande caos creatosi alla Roma dopo le dichiarazioni di Gasperini e Ranieri

Ranieri e Gasperini, sarà divorzio? Ne resterà solo uno? In casa Roma l’atmosfera è pesante. Andrea Stramaccioni, che l’ambiente lo ha conosciuto bene e oggi è un talent tv, affronta il tema su La Gazzetta dello Sport.


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LO SFOGO DI RANIERI – «Credo che lo sfogo di Ranieri sia stato solo la punta dell’iceberg. Mi spiego: i problemi ci sono da tanto tempo e hanno radici più profonde. Dalle incomprensioni sui giocatori da comprare – sia in estate che a gennaio – a un discorso sul progetto e sui rinnovi. Anche perché è da lì che si costruirà la Roma che verrà».

I MERITI DI GASPERINI – «Ha avuto la bravura e la forza di imporre le sue idee e la sua filosofia di gioco. D’altronde i Friedkin lo hanno preso per questo. Guardate Malen: con Gasp sta avendo un rendimento straordinario. Però, forse era il caso di affiancargli un altro attaccante di livello».

COSA STA SUCCEDENDO – «Premetto che è una situazione che sarebbe difficile da gestire anche altrove, non solo a Roma. Gasperini ha fatto presente che secondo lui alcuni giocatori non sono da Roma e Claudio credo abbia scelto di replicare. Conosco entrambi da tanto tempo e so che sono due grandi uomini di calcio, con un carattere forte. In particolare, sulle dichiarazioni pre partita di Ranieri, penso che siano state controproducenti, non solo per Gasperini, ma anche per la squadra in un momento così importante della stagione. Perché onestamente non vedo che benefici potesse avere rendere pubbliche alcune osservazioni sugli allenatori che avevano rifiutato la Roma o fare un confronto con i risultati dell’anno scorso».

LA SOCIETÀ DEVE PRENDERE POSIZIONE – «A questo punto è necessaria. E non lo penso da oggi. I Friedkin devono scendere in campo e chiarire la situazione. Gasperini è un allenatore che hanno fortemente voluto e su cui hanno investito, che senso ha prenderlo e non supportarlo dopo pochi mesi? Stessa cosa, però, dico su Ranieri. Vanno chiariti compiti, poteri e ruoli. E possono farlo soltanto loro».

È UN CASO CHE OGNI ANNO CI SIANO PROBLEMI? – «No, non può esserlo. La proprietà ha speso tanto e ha a cuore il bene della Roma, ma restano delle zone grigie su ruoli e poteri decisionali all’interno della società che causano da anni problemi su problemi. E questo non può più andare bene. Anche perché sennò ogni volta sei costretto a ripartire da zero. Gasperini, Ranieri e Massara possono convivere, basterà avere unione d’intenti».

LA ROMA PUÒ ARRIVARE QUARTA – «È lì, sta lottando. Ha dovuto combattere con tanti infortuni e tutti questi problemi, eppure è ancora in piena corsa per giocarsela. La Champions sarebbe un grandissimo risultato, non decisivo però. L’obiettivo della proprietà è restare in Europa e costruire una squadra che possa puntare al vertice in futuro. Se poi sarà Champions da subito, ben venga».

UN PROGETTO A LUNGO TERMINE CON GASPERINI – «La Roma ha puntato sull’allenatore giusto, che a sua volta l’ha scelta nonostante avesse tante richieste. Sono convinto che la soluzione sia creare un mix vincente, tra giocatori esperti e giovani che possono crescere. E in rosa ce ne sono parecchi. Un esempio? Pisilli. Ma in generale la società giallorossa ha sempre avuto una grande tradizione di settore giovanile».

COSA MANCA PER STARE AL VERTICE – «Come dicevo, forse un altro giocatore offensivo da affiancare a Malen. Un calciatore pronto, in grado di essere determinante da subito. E poi un esterno sinistro, così che Wesley possa essere usato a destra».

TOTTI – «Totti è Totti. È la Roma. Lo prenderei di corsa. Poi, certo, la differenza la fanno sempre competenze e ruoli. Ingombrante lo diventi se non hai mansioni chiare e non c’è ordine. Ma io credo che uno come Francesco possa essere solo un valore aggiunto».

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