Juventusnews24
·24 Maret 2026
Tardelli sul no di Chiesa all’Italia: «E’ una questione di testa più che di fisico. Ha sentito troppa pressione»

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Il mondo del calcio italiano si interroga spesso sulle dinamiche psicologiche che spingono un campione a brillare o a eclissarsi nei momenti decisivi. Recentemente, il caso del forfait di Federico Chiesa, che ha deciso di lasciare il ritiro della Nazionale guidata da Gattuso per fare ritorno a Liverpool, ha scatenato un acceso dibattito tra addetti ai lavori e grandi ex del passato. Tra le voci più autorevoli che si sono levate per analizzare la questione c’è quella di Marco Tardelli.
Intervenuto ai microfoni di Rai Sport, l’indimenticabile eroe dell’Urlo Mundial ha offerto una prospettiva profonda e priva di filtri. Secondo l’analisi di Tardelli, le motivazioni dietro la scelta dell’esterno non sarebbero da ricercare in un banale problema atletico, bensì in una complessa gestione delle aspettative che gravavano sulle sue spalle.
Per un calciatore che ha vissuto stagioni tormentate dagli infortuni, il rientro in un gruppo competitivo come quello azzurro può rappresentare una sfida mentale non indifferente. Tardelli ha centrato il punto focale del discorso, spiegando come il ruolo di “salvatore della patria” possa essere diventato un fardello troppo pesante da sostenere per il calciatore del Liverpool.
Entrando nel merito della questione, Tardelli ha dichiarato senza giri di parole: «Non è questione fisica, secondo me non è una questione mentale, lui ha sentito troppa pressione su se stesso e non ce l’ha fatta e è tornato. Cioè? Perché Chiesa diventava importante, diventava importante lui, perché non c’era più stato in quel periodo nella nazionale, in questo periodo, e si aspettavano molte cose da lui, secondo me. E lui non era in grado e secondo me non ce l’ha fatta, non tutti hanno la stessa testa».









































