Tottenham, De Zerbi ‘sveglia’ squadra e ambiente: «Basta piangere, i perdenti lo fanno. Non siamo ancora retrocessi, dobbiamo morire in campo» | OneFootball

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·1 Mei 2026

Tottenham, De Zerbi ‘sveglia’ squadra e ambiente: «Basta piangere, i perdenti lo fanno. Non siamo ancora retrocessi, dobbiamo morire in campo»

Gambar artikel:Tottenham, De Zerbi ‘sveglia’ squadra e ambiente: «Basta piangere, i perdenti lo fanno. Non siamo ancora retrocessi, dobbiamo morire in campo»

Tottenham, Roberto De Zerbi ha suonato la carica alla squadra in vista del match contro l’Aston Villa. Le sue parole

Alla vigilia del delicatissimo scontro d’alta quota in Premier League, il tecnico degli Spurs Roberto De Zerbi ha deciso di farsi sentire con fermezza. L’attesa sfida tra Aston Villa e Tottenham rappresenta uno snodo fondamentale per le ambizioni salvezza dei londinesi, ma a tenere banco a ridosso del fischio d’inizio è soprattutto l’atteggiamento mentale dell’intero ambiente. Nel corso della consueta conferenza stampa, l’allenatore italiano ha voluto lanciare un segnale inequivocabile, richiamando tutti all’ordine e alla massima compattezza.


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La battaglia contro il disfattismo e gli alibi

Il manager del club londinese si è scagliato apertamente contro il clima di negatività che ha recentemente avvolto la sua rosa, respingendo al mittente le lamentele legate alla sfortuna, alle condizioni delle strutture e all’affollamento dell’infermeria:

“Ascoltate, voglio essere chiaro una volta per tutte. La sfida più importante ora è zittire la voce dentro di noi — nei giocatori, nello staff, nei tifosi. Questa voce genera pensieri negativi e ci dice che siamo sfortunati, che abbiamo troppi infortuni, che abbiamo perso Xavi Simons — che nelle ultime due partite era uno dei nostri giocatori migliori e più importanti — che il nostro staff medico non è all’altezza, che il campo dello stadio e del centro di allenamento non è buono, che è impossibile vincere due o tre partite di fila perché nel 2026 non ne abbiamo vinte abbastanza. Penso che siano tutte cose negative e sciocchezze, perché voglio mantenere il focus su di noi e sulla qualità dei miei giocatori.”

Il rispetto per Emery e la profondità della rosa

Pur riconoscendo l’ottimo momento di forma dei Villans, il mister ha sottolineato la grande caratura tecnica a sua disposizione. Invece di piangersi addosso per i giocatori ai box, ha esaltato le eccezionali alternative presenti in organico:

“Andiamo a giocare contro una delle squadre migliori del momento in Premier League. Ho grande rispetto per Emery come allenatore, ma se il Tottenham vince a Villa Park non è un miracolo. Forse perderemo, ma abbiamo la qualità per vincere questa partita — e non sarebbe un miracolo. Dobbiamo essere positivi e sentirci fortunati perché lavoriamo in un grande club. Se Solanke e Simons sono infortunati, possiamo giocare con Kolo Muani, Tel, Richarlison — e non sono giocatori peggiori. Sono diversi, con caratteristiche differenti, ma sono giocatori molto validi. Abbiamo Pedro Porro, Udogie, Micky van de Ven, Bentancur, Palhinha, Gallagher. Per tutte queste ragioni, non ho tempo per stare ad ascoltare queste cose.”

L’imperativo categorico: vietato piangere

A chiusura del suo intervento, il condottiero del Tottenham ha suonato la carica, pretendendo uno scatto d’orgoglio da parte dei suoi uomini per invertire il trend stagionale e zittire i critici sul campo:

“Basta piangere: i perdenti lo fanno. Non siamo ancora retrocessi, dobbiamo morire in campo”.

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