Inter Milan
·9 Juli 2026
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Nato il 27 marzo 1994 a Pordenone, Ivan Provedel è cresciuto sui campi di provincia del Friuli, giocando come attaccante. Il cambio arriva al Liapiave, squadra che gli permette di arrivare nel settore giovanile dell'Udinese. Dopo essere stato al Chievo, Provedel esordisce da professionista al Pisa nel 2013 in Lega Pro. Ivan conosce poi la Serie B con Perugia, Modena, Pro Vercelli ed Empoli, squadra con cui esordisce anche in Serie A nell'ottobre 2018. A gennaio 2020 passa in prestito alla Juve Stabia, ma nella stagione successiva la carriera di Provedel evolve definitivamente e gioca due stagioni da protagonista in Serie A con lo Spezia, tappa che precede il passaggio alla Lazio. Ora Ivan arriva all'Inter dopo quattro stagioni in biancoceleste, annate piene di soddisfazioni e momenti indimenticabili.
Provedel ha origini italiane e russe, paese di sua madre. In Russia i suoi nonni avevano un vicino di casa molto speciale: in uno dei palazzi del quartiere viveva infatti Lev Yashin, leggendario portiere della Dinamo Mosca e della Nazionale sovietica campione d'Europa nel 1960. Nel 1963 Yashin è anche diventato l'unico portiere della storia a vincere il Pallone d'Oro: sapere che i suoi nonni sono stati vicini di casa di un giocatore del genere è una grande emozione per Provedel.
Da bambino la carriera di Provedel è iniziata in attacco, ma il sogno del classe '94 è sempre stato quello di giocare in porta. Il motivo è semplice: dopo aver visto le imprese di Francesco Toldo a Euro 2000 Ivan si è innamorato del portierone. Nel 2001 Toldo si trasferisce all'Inter, la squadra del cuore del giovane Provedel.
Provedel ha sempre sognato di fare il calciatore: se non fosse riuscito a realizzare il suo sogno il portiere avrebbe voluto fare il fisioterapista.
Nato nel 1994, Ivan da bambino era un grande tifoso nerazzurro: il suo primo ricordo interista è legato a un momento indimenticabile, la straordinaria finale di Coppa UEFA del 1998. Una notte magica per l'Inter e per Ronaldo, che conquistò il trofeo battendo per 0-3 la Lazio al Parc des Princes di Parigi.
Se dovesse usare tre parole per descriversi, Ivan ne sceglierebbe una sola: tranquillità, una qualità che lo contraddistingue sia nella vita sia in campo, attributo fondamentale per un portiere.
Dopo aver girato per diversi campi di provincia tra Friuli-Venezia-Giulia e Veneto, la prima grande occasione per Provedel in porta arriva nel 2010, quando Ivan ha 16 anni. Il classe 1994 entra nel settore giovanile dell'Udinese: qui incontra e si allena con una futura leggenda nerazzurra, Samir Handanovic, all'epoca portiere dei bianconeri. Lo sloveno ha ispirato tantissimo Provedel, che poi l'ha seguito con attenzione anche durante i suoi undici anni all'Inter.
Provedel è stato protagonista di diverse partite importanti nel corso della sua carriera. Ivan è riuscito anche a segnare due gol, uno con la Juve Stabia contro l'Ascoli in Serie B e uno diventato celebre contro l'Atletico Madrid in Champions League con la maglia della Lazio. Eppure Provedel non guarda tanto al passato: il portiere pensa che la sua miglior partita in carriera sarà sempre la prossima.
Nel 2022/23 Provedel ha vinto il premio di miglior portiere della Serie A: in quella stagione Ivan contribuì da protagonista al secondo posto in campionato della Lazio, collezionando addirittura 21 clean sheet eguagliando il record storico di Gianluigi Buffon e Morgan De Sanctis.
Il nuovo portiere nerazzurro sa suonare il pianoforte, anche se Ivan pensa di conoscere meglio la teoria rispetto alla pratica. La prima composizione che Provedel ha imparato a suonare e al quale è maggiormente affezionato è Per Elisa di Ludwig van Beethoven.
Prima di ogni partita Provedel ha un'abitudine: chiama al telefono un suo amico per stemperare la tensione e chiacchierare un po' prima di scendere in campo.







































