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·12 Mei 2026

Vieri: «Mi aspetto una partita spettacolare! La Lazio giocherà con il coltello tra i denti»

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Christian Vieri, ex attaccante di Inter e Lazio, ha rilasciato delle dichiarazioni in vista della partita valida per la finale di Coppa Italia Frecciarossa

Christian Vieri, 52 anni, ha unito a suon di gol Lazio e Inter, protagoniste della finale di Coppa Italia domani sera all’Olimpico. La Gazzetta dello Sport lo ha intervistato. Le sue parole:

DIFFERENZE CON LA GARA DI CAMPIONATO – «Stavolta le motivazioni sono a mille, c’è un trofeo in mezzo da vincere: cambia tutto. L’Inter tiene parecchio al doblete e ha già cancellato la grande gioia dello scudetto: è di gran lunga la squadra migliore in Italia, lo ha dimostrato durante tutto l’anno e parte ovviamente favorita. Ma occhio alla Lazio: ha avuto mille problemi quest’anno, ma una vittoria può riscattare l’amarezza e questo ti manda in campo con il coltello tra i denti. Fa bene Chivu a dire che si aspetta una partita completamente diversa. Anzi, sarà spettacolare».


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L’ASSENZA DI THURAM – «Speriamo ce la faccia, perché sarebbe uno di quelli che può far divertire di più: quando prende palla e parte, non lo prendi più. Ma l’Inter ha alternative: Pio ha già dimostrato quanto vale, si merita una finale. Io, alla sua età, non ero così avanti e forse la gente non si rende conto di cosa voglia dire passare dallo Spezia in B all’Inter che deve vincere lo scudetto: a San Siro ti vengono le vertigini. Ma anche Bonny può starci benissimo a questo livello. Chivu non si è mai lamentato delle assenze e non lo farà adesso, anche se deve rinunciare a Calha, che è uno dei migliori del mondo. Semmai, mi stupisce sempre una cosa: quando manca qualcuno alle altre sembra un dramma, quando capita all’Inter… tutto normale».

HA SEGNATO UNO DEI GOL PIU’ IMPORTANTI DELLA LAZIO – «A Birmingham, finale di Coppa delle Coppe. Sono legatissimo a quel trofeo e anche a quella maglia: a Roma sono stato da Dio, avevamo una squadra incredibile e un allenatore gentiluomo come Eriksson. C’era Sinisa, e questa è anche la sua partita. Se non mi fossi fatto male al ginocchio subito, avremmo vinto pure lo scudetto, ne sono sicuro. La Lazio è una parte importantissima della mia storia».

LA LAZIO DI OGGI – «È una squadra fatta di uomini veri: la contestazione dei tifosi non riguarda certo loro, ma la società. I giocatori vanno applauditi perché, vi assicuro, è deprimente giocare davanti a 5mila persone. Anche il lavoro di Sarri è stato sottovalutato: ha tenuto insieme tutto con grandissima dignità ed esperienza, è diventato il punto di riferimento provando a isolare i suoi, ma non è facile. Però il lavoro paga sempre, altrimenti non sarebbe di nuovo in finale di Coppa Italia. Il ritorno del pubblico, però, può essere il fattore chiave: il popolo laziale ha voglia di tifare. Escludo che i giocatori affronteranno la partita con la stessa attitudine di sabato».

I GIOCATORI DI SARRI – «Zaccagni è il giocatore forse più imprevedibile, ma la rosa della Lazio per me è di alto livello, meritava tutt’altra classifica in condizioni normali. E poi c’è il portiere, Motta, anche perché su questo risultato ci sono le sue mani: quando mai avevamo visto parare quattro rigori in un colpo solo? Nessuno di loro ha mollato e hanno l’occasione di togliersi uno sfizio: sono sfavoriti, visti i rivali, ma la finale è aperta».

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