Calcionews24
·12 Mei 2026
Vieri presenta la finale: «Inter dominante con Chivu, ma la Lazio di Sarri ha l’orgoglio per colpire»

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·12 Mei 2026

Christian Vieri, 52 anni, ha unito a suon di gol Lazio e Inter, protagoniste della finale di Coppa Italia domani sera all’Olimpico. La Gazzetta dello Sport lo ha intervistato.
LAUTARO NELLA STORIA DELL’INTER «Potrà diventare il più grande cannoniere di sempre. Prenderà Spillo Altobelli e, perché no, anche Meazza: gli mancano un centinaio di reti (110, ndr), ma non si fermerà certo qua. Farà ancora tantissimi anni a questi livelli, ha la mentalità di quelli che non si fermano. Quando mi chiedono cosa abbia di diverso rispetto agli altri attaccanti, io rispondo sempre allo stesso modo: fa gol. Lautaro fa gol in ogni modo. E poi è un vincente nato: è ovvio che sia il giocatore più pericoloso per Sarri, anche perché ha l’occasione storica di alzare due trofei a distanza di cinque giorni. Non capita spesso in una carriera».
COSA HA DI DIVERSO CHIVU «Tante cose, ma comincio da una. Non pensa, a differenza di molti in Italia, che sia sempre tutto un dramma. Non era un dramma la fine della scorsa stagione, anche se la finale di Champions è andata come è andata. Il Psg è ancora lì quest’anno, fortissimo, e ha eliminato una squadra allucinante come il Bayern. In questo sport gli avversari contano, soprattutto se possono spendere centinaia di milioni… E non era un dramma neanche perdere quei punti a inizio stagione, anzi servivano per trovare la giusta via».
VINCERA’ ANCORA «Chivu ha ereditato un’Inter dominante da Inzaghi, ha conservato certe caratteristiche e ha avuto la possibilità di aggiungere giovani forti come Pio e Sucic. Lui comunica dritto per dritto e ha dimostrato di avere un carattere forte per trattare con giocatori di personalità, senza timore di mandare in panchina qualcuno: la gestione è sempre la cosa più difficile e a lui riesce bene. Anche per questo dominerà ancora».
IL MERCATO «Finora Marotta, Ausilio e Baccin hanno fatto mercati da 10: mi aspetto qualche altro colpo in stile Akanji, che è stato pagato niente e ha sistemato la difesa. Il merito di Chivu è sia psicologico che tecnico perché ha costruito una macchina da gol, che gioca ancora una volta il più bel calcio della Serie A, ma la società gli ha dato una rosa super. Sono giocatori che non ha nessuno e che tirano sempre la carretta, da Dimarco a Dumfries, fino a Calha, che mancherà in questa finale. E poi Zielinski, tornato a questi livelli anche per un colpo di genio dell’allenatore».
COSA DEVE FARE BASTONI «Deve decidere lui, con il cuore e con la testa, nessuno può mettersi nei suoi panni e ogni sua scelta meriterà rispetto da tutti. Ha subìto un trattamento che non meritava, farà le sue valutazioni. Per l’Inter è strategico, ma non ci sono giocatori insostituibili. Perfino Messi ha lasciato il Barcellona».
HA SEGNATO UNO DEI GOL PIU’ IMPORTANTI DELLA LAZIO «A Birmingham, finale di Coppa delle Coppe. Sono legatissimo a quel trofeo e anche a quella maglia: a Roma sono stato da Dio, avevamo una squadra incredibile e un allenatore gentiluomo come Eriksson. C’era Sinisa, e questa è anche la sua partita. Se non mi fossi fatto male al ginocchio subito, avremmo vinto pure lo scudetto, ne sono sicuro. La Lazio è una parte importantissima della mia storia».
LA LAZIO DI OGGI «È una squadra fatta di uomini veri: la contestazione dei tifosi non riguarda certo loro, ma la società. I giocatori vanno applauditi perché, vi assicuro, è deprimente giocare davanti a 5mila persone. Anche il lavoro di Sarri è stato sottovalutato: ha tenuto insieme tutto con grandissima dignità ed esperienza, è diventato il punto di riferimento provando a isolare i suoi, ma non è facile. Però il lavoro paga sempre, altrimenti non sarebbe di nuovo in finale di Coppa Italia. Il ritorno del pubblico, però, può essere il fattore chiave: il popolo laziale ha voglia di tifare. Escludo che i giocatori affronteranno la partita con la stessa attitudine di sabato».
Langsung







































