Juventusnews24
·18 April 2026
Yildiz dipendenza, perché il recupero del 10 è fondamentale per la Juventus: sorride Spalletti, la grande verità dietro ai numeri della stagione

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·18 April 2026

La notizia dell’infiammazione al ginocchio di Kenan Yildiz aveva tenuto con il fiato sospeso la Continassa in vista della delicata sfida casalinga di domani contro il Bologna. La novità più importante di oggi, però, è che il numero 10 si è allenato in gruppo ed è recuperato per il match dell’Allianz Stadium. La domanda – infatti – sorgeva spontanea: ma cosa succede alla Juventus quando il turco non c’è?
Scartabellando i tabellini di questa lunghissima stagione – iniziata sotto la guida di Igor Tudor e proseguita con la rivoluzione spallettiana – emerge un dato inequivocabile: la Juventus soffre di una marcata “Yildiz-dipendenza”. Tra partite saltate interamente, panchine iniziali e sostituzioni a gara in corso, i minuti senza Kenan si trasformano spesso in passaggi a vuoto, crolli di tensione o veri e propri blackout tattici.
Il caso più emblematico e doloroso della stagione risale allo scorso 5 febbraio, nei quarti di finale di Coppa Italia contro l’Atalanta. A Bergamo, Spalletti decide di far rifiatare Yildiz, lasciandolo in panchina per tutti i 90 minuti. Il risultato è un disastroso 3-0 per la Dea. Senza di lui, il tridente Conceicao-McKennie-David appare incapace di accendere la luce tra le linee dopo un ottimo inizio: il rigore del vantaggio bergamasco porta al crollo nella ripresa, dove la squadra non riesce a produrre occasioni reali.
Quando Yildiz non parte titolare, la Juventus va sistematicamente in apnea nei primi tempi. È successo all’ottava giornata contro la Lazio (sotto di un gol dopo 9 minuti, con Yildiz costretto a entrare a inizio ripresa per tentare una rimonta che non riesce e che porta alla fine dell’esperienza di Tudor alla guida tecnica). È successo, in maniera ancora più evidente, in Champions League contro il Bodo/Glimt: norvegesi avanti 1-0 a fine primo tempo contro una Juve piatta (Adzic il titolare). Dopo l’intervallo Spalletti getta nella mischia Kenan e la partita si ribalta magicamente in un 3-2 per i bianconeri, il 10 fa una delle partite più brillanti della staione. Anche a Montecarlo, in Champions (0-0), la Juve ha regalato un intero tempo al Monaco prima che Spalletti si senta costretto a inserire il turco, anche se non maturano effetti significativi.
C’è poi un altro schema ricorrente che preoccupa lo staff tecnico: i crolli nei minuti finali quando Yildiz viene richiamato in panchina per rifiatare. Il numero 10 non è solo un finalizzatore o un assist-man, ma è l’uomo che con il pallone tra i piedi fa salire la squadra, nasconde la sfera agli avversari e abbassa la pressione.
Tolta la sua qualità, la squadra tende a schiacciarsi. L’esempio perfetto è la trasferta di Napoli (14^ giornata). Yildiz segna il gol dell’illusorio vantaggio, gioca una grande partita, ma al 74′ viene sostituito da Openda. Tre minuti dopo, al 77′, Hojlund buca la difesa bianconera, condannando la Juve alla sconfitta.
Un copione simile si era già visto in Champions contro il Villarreal: Yildiz esce al 79′ sull’1-2 per i bianconeri, e al 90′ arriva la beffa del pareggio di Renato Veiga. Anche nella recente e pesantissima disfatta di Istanbul contro il Galatasaray (5-2), la diga bianconera (già in dieci per l’espulsione di Cabal) ha ceduto definitivamente gli argini subito dopo la sua uscita dal campo al 79′, incassando l’ultimo gol di Boey all’86’.
Sia Tudor (col suo 3-4-2-1) che Spalletti (passato poi al 4-2-3-1 e al 4-3-3) hanno provato ad alternare i sostituti. Che sia il giovane Adzic, l’imprevedibile Zhegrova, il diligente Miretti o l’inserimento di una seconda punta pura come Openda o Boga, preso espressamente per fare da vice al turco, il risultato non cambia: nessuno ha la capacità di Yildiz di cucire il gioco tra centrocampo e attacco. Senza di lui, la manovra diventa perimetrale, affidata quasi esclusivamente agli strappi di Conceicao o alle discese di Cambiaso e Kalulu.
Perché i numeri della stagione parlano chiaro: quando si spegne la stella di Yildiz, la Juventus tende a restare al buio.


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