Pagine Romaniste
·20 maggio 2026
150 milioni il tesoro Champions

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La Champions aumenterebbe le possibilità economiche della Roma, che pure guarda a un progetto sostenibile. Serve una cessione importante, poi gli investimenti.
Corriere dello Sport (G.Marota) – Alla Roma nessuno fa più i conti senza l’oste. Con Ryan Friedkin presente in sede e operativo su ogni tematica – dal nuovo ds agli staff, fino al mercato e allo stadio – i calcoli spettano soltanto a lui, senza filtri né intermediari e soprattutto senza «quella gente che riporta le cose e volontariamente o involontariamente cambia le opinioni», come ha ricordato Gasperini alla vigilia del derby. Friedkin Jr ha trasformato Gasp nell’epicentro del progetto, che però non cambierà la sua visione: neppure la Champions farà uscire la Roma dai binari di una sostenibilità imposta dall’Uefa ma anche voluta. Vincere con i conti in ordine resta la stella polare da seguire.
Nel frattempo, sarebbe emerso il dettaglio della cifra del tesoretto dedicato al mercato in caso di conquista del 4° posto domenica a Verona. Ryan darebbe al nuovo direttore sportivo (Massara, come spieghiamo a parte, è in uscita) circa 150 milioni da investire tra risorse legate alla grande coppa, soldi generati da almeno un paio di cessioni ed esborso diretto della proprietà. La famiglia Friedkin ha messo sul piatto 460 milioni nell’acquisto di 62 cartellini dal 2020 a oggi, con il record toccato nel 2021-22, quando i milioni spesi furono 132,5.
Se dovesse arrivare la tanto agognata qualificazione in Champions, Friedkin supererebbe quella soglia. Assemblando così la cifra: 60 di premi Uefa tra partecipazione, diritti tv e bonus legati ai risultati con riferimento alla sola prima fase (le 8 partite garantite), almeno 30 di finanziamento della proprietà e altri 60 determinati dalle partenze di un big e non solo. Partendo da quest’ultimo binario, il calciatore che potrebbe essere sacrificato è Koné, pagato 18 milioni nell’estate del 2024 e oggi vendibile a non meno di 50.
Anche N’Dicka è un altro di quei calciatori con cui sarà possibile realizzare una sostanziosa plusvalenza: Evan è arrivato a zero e può partire per 40. Ha parecchio mercato, soprattutto in Premier e in Bundesliga, anche Ziolkowski, difensore di grande prospettiva utilizzato però poco da Gasp alla luce dell’affidabilità del terzetto titolare. La Roma ha pagato il polacco 6,5 milioni in estate, tra un paio di mesi potrebbe venderlo a più del doppio.
Con i 150 milioni di liquidità la Roma conta di regalare a Gasperini almeno tre titolari e un quarto elemento jolly. Un esterno (destro o sinistro), un centrocampista e un attaccante esterno abile nel dribbling per cominciare. Poi magari un vice Malen. Oppure, se Dovbyk dovesse restare (per mancanza di offerte), un altro trequartista da aggiungere alla batteria con Soulé e Dybala-Pellegrini, quest’ultimi i calciatori a scadenza imminente che il tecnico ha chiesto di confermare. Freuler a parametro zero dal Bologna fa gola. Come Schlager del Lipsia.
Se partisse Koné, però, non basterebbe solo uno svincolato in mezzo al campo. A proposito di Lipsia: alla Roma piace l’ala offensiva Nusa, anche se il preferito in quel reparto resta Kerim Alajbegovic. Il padre del bosniaco ha già incontrato Massara e il Bayer dopo averlo riscattato può cederlo per 30-35 milioni. Un altro profilo seguitissimo per la trequarti è quello di Brandt, che si svincolerà tra pochi giorni dal Dortmund. Per le fasce da Trigoria hanno sondato Culbreath (Leverkusen) e Carlos Augusto (Inter). Prima di ogni possibile assalto va conquistata la Champions, poi sarà possibile godere dei suoi benefici.







































