Abbiati non ha dubbi: «Giusto che il Milan continui con Allegri. Italia? Non ho avuto il coraggio di chiamare Gattuso…Ripartirei dall’idea di Spalletti» | OneFootball

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Calcionews24

·22 aprile 2026

Abbiati non ha dubbi: «Giusto che il Milan continui con Allegri. Italia? Non ho avuto il coraggio di chiamare Gattuso…Ripartirei dall’idea di Spalletti»

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Abbiati, ex portiere del Milan, ha parlato così del momento vissuto dai rossoneri ma anche del crollo Italia ai playoff Mondiali

Torna in campo per una notte nella Kings League e ritrova il sorriso. Christian Abbiati si diverte contro Dida e Brocchi, parando persino un rigore al suo ex compagno: «Dai, il fisico ha risposto bene». Tra una battuta e l’altra («Qui avrebbe fatto bene Seedorf perché era un giocatore tecnico, con forza fisica e molto resistente»), l’ex portiere commenta la preziosa vittoria del suo Milan a Verona. Un successo che riporta serenità in classifica: «E ha avvicinato l’obiettivo Champions…». Ecco la sua intervista a Tuttosport.


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Il bilancio stagionale e la fiducia in Allegri

Sulla stagione rossonera, il giudizio è chiaro: «Beh, è senz’altro positivo perché, come ho detto e ha sempre detto Allegri, l’obiettivo iniziale era arrivare tra le prime quattro e, anche grazie alla vittoria di domenica, siamo messi bene. Vero è che a un certo punto abbiamo anche creduto di poter lottare per lo scudetto, ma credo che in questo momento la rosa dell’Inter sia superiore a quella del Milan».

Sul futuro dell’allenatore, Abbiati non ha dubbi: «Se hai dei progetti è giusto continuare con lui. Perché Max ha già vinto con questa maglia, conosce bene l’ambiente ed è quindi la persona giusta per fare bene. Tutti buoni motivi per cui credo sia un pericolo cambiare allenatore». A parte la gioia per le stracittadine («Oltre ai derby vinti), l’ex portiere loda un aspetto in particolare: «Il fatto che per un buon periodo la squadra sia tornata ad avere continuità ad alto livello, il che è un segnale importante per il futuro. Peccato che ci sia stato questo calo nell’ultimo mese, con quelle tre sconfitte contro Lazio, Napoli e Udinese».

Da Leao a Maignan: pregi e difetti dei singoli

Inevitabile un commento su Rafael Leao, spesso al centro delle critiche: «Penso che a lui non manchi niente. Leao è un giocatore così, magari a qualcuno i suoi atteggiamenti possono dare fastidio ma io, quando vado a San Siro, vedo un ragazzo che corre e ha qualità. Lui è così, prendere o lasciare: può risolverti la partita oppure può sembrare che il Milan con lui in campo giochi con uno in meno. Però non si può non dire che non abbia classe».

Parole di comprensione anche per Mike Maignan: «Va detto che lui ci aveva abituato anche troppo bene e che è umano per qualsiasi giocatore avere dei cali in una carriera tanto lunga e logorante. Detto questo mi sembra evidente che il lavoro che sta facendo a livello di preparazione, stia portando risultati».

Il dispiacere per Gattuso e la crisi azzurra

Un pensiero sincero va all’amico Gattuso dopo la cocente delusione vissuta a Zenica: «Sono molto amico di Rino e, devo dire la verità, non ho avuto il coraggio di chiamarlo». Il motivo è profondo: «Perché so l’impegno che ci ha messo, la passione, la dedizione alla causa. Penso che ora abbia iniziato a smaltire un po’ la delusione e sicuramente lo sentirò a breve».

Infine, un’analisi sulla situazione della Nazionale italiana. Sposando la linea tracciata dal ct, Abbiati conclude: «Sono molti i motivi di questa crisi ed è difficile analizzarli tutti. Però io partirei dall’idea di Spalletti: ci sono squadre che non hanno giocatori italiani tra i titolari e penso che quanto abbia detto non sia sbagliato, dovrebbe essere obbligatorio mettere in campo un under 19 italiano per dare impulso a tutto il movimento». Purtroppo, il coraggio di lanciare i giovani scarseggia: «Alcune squadre lo fanno, ma sono poche. Per questo, anche se non so se sia praticabile, appoggio l’idea di Spalletti».

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