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·1 aprile 2026

Abodi chiede l’addio di Gravina: «Serve rinnovamento dei vertici FIGC. È evidente a tutti»

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Abodi chiede l’addio di Gravina: «Serve rinnovamento dei vertici FIGC». Il Ministro non usa mezzi termini e consiglia un avvicendamento

Dopo la pesantissima disfatta dell’Italia e la mancata qualificazione ai Mondiali, interviene in maniera decisa il Ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi. Attraverso una nota ufficiale, il Ministro non usa mezzi termini e chiede apertamente l’azzeramento dell’attuale dirigenza della FIGC:


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«Il calcio italiano va rifondato e questo processo deve ripartire da un rinnovamento dei vertici della FIGC».

Il ruolo del calcio e l’amarezza per le nuove generazioni

Analizzando il delicato contesto sociale e l’impatto di questa delusione sportiva, Abodi ha esordito sottolineando:

«Il calcio è uno sport e, in un tempo di crisi militari ed economiche come questo, non va caricato di significati eccessivi. D’altra parte è innegabile che non sia solo uno sport».

Il pensiero del Ministro è rivolto in particolar modo ai tifosi più giovani, costretti a rinunciare per l’ennesima volta al palcoscenico più prestigioso, salvando però l’impegno profuso in campo dai giocatori e dallo staff:

«Particolarmente in Italia, dove il calcio si fa cultura popolare, rito comunitario, prestigio internazionale. Mi dispiace pensare che ci sia un’intera generazione di bambini e ragazzi che non abbia ancora provato l’emozione di veder giocare la Nazionale in un mondiale di calcio. Ringrazio la squadra e il suo allenatore per l’impegno che hanno dimostrato anche ieri sera, ma è evidente a tutti che il calcio italiano va rifondato e che questo processo debba ripartire da un rinnovamento dei vertici della Figc».

La replica alla Federazione e l’appello al senso di responsabilità

Infine, Abodi respinge fermamente le recenti dichiarazioni che miravano a scaricare parte delle colpe sul disinteresse del mondo politico, richiamando i vertici calcistici alle proprie ed esclusive responsabilità:

«Il Governo ha dimostrato concretamente, in questi anni, l’impegno a favore di tutto il movimento sportivo italiano. I nostri atleti ci hanno regalato enormi soddisfazioni in tante discipline, e io reputo obiettivamente scorretto tentare di negare le proprie responsabilità sulla terza mancata qualificazione consecutiva ai Mondiali di calcio, accusando le Istituzioni di una presunta inadempienza e sminuendo l’importanza e il livello professionistico di altri sport. Noi continueremo, come abbiamo fatto finora, a fare ciò che compete alle Istituzioni ma serve responsabilità, umiltà e rispetto da parte di tutti. L’Italia deve tornare ad essere l’Italia, anche nel calcio mondiale».

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