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·1 agosto 2026
Abodi: «Sedici progetti di stadi! Mai successo nella nostra storia, il calcio cambierà volto»

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·1 agosto 2026

L’Italia accelera nel processo di ammodernamento delle proprie strutture calcistiche. Tramite un messaggio pubblicato sul profilo X, il ministro per lo Sport e i giovani Andrea Abodi ha analizzato lo stato dell’arte relativo ai dossier consegnati per il torneo internazionale:
«Come ho sempre detto in questi tre anni e mezzo, nonostante diffidenze e ostilità spesso subdole, sta succedendo per gli stadi quello che mai è successo nella nostra storia: tredici città, sedici progetti, 4,5 miliardi di euro di investimenti privati, una collaborazione stretta tra Governo, Comuni, Regioni, Club, FIGC e UEFA».
In primo piano c’è il dossier dedicato allo Stadio Luigi Ferraris di Genova, casa della Sampdoria, al centro di un importante piano di riqualificazione. Nel suo messaggio, il ministro ha richiamato le misure volte a velocizzare l’iter burocratico e finanziario per i club interessati:
«A questo si aggiungono le modifiche legislative che ho promosso, in collaborazione con il Parlamento, per migliorare l’efficacia della norma stadi, la creazione della piattaforma commissariale e il prezioso lavoro del Commissario di Governo Sessa, che ho voluto fortemente insieme al MIT, e un portafoglio di opportunità finanziarie a supporto degli investimenti privati, elaborate insieme al MEF, che saranno presentate entro un mese».
Il cammino burocratico si concluderà entro la fine del 2026. Come sottolineato sui social da Abodi, la selezione finale decreterà quali impianti ospiteranno le gare della manifestazione:
«Ho lavorato con tutta la struttura del Ministero per questo obiettivo di transito che consentirà all’Italia di organizzare al meglio EURO 2032 e comunque di offrire ai Tifosi, finalmente, stadi moderni, accoglienti, funzionali, accessibili e sostenibili, migliorando le città che li ospitano. A ottobre la FIGC proporrà le candidature – riserve incluse – all’UEFA che deciderà quali stadi diventeranno teatro dello spettacolo europeo. Ma il calcio italiano cambierà volto, dovendo cambiare molte altre cose, ma al Governo presieduto da Giorgia Meloni potrà essere riconosciuto il merito di avere promosso, coordinato e contribuito, insieme ad altri, a un processo di trasformazione epocale del quale aveva bisogno il sistema calcistico nazionale. Un altro impegno che stiamo rispettando, sempre avanti».
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