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·17 luglio 2026

Abodi sul caso Agnelli: «Serve una riflessione sulla giustizia sportiva, la riforma è tracciata»

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La sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione europea sul caso che coinvolge l’ex presidente della Juventus Andrea Agnelli apre una nuova fase nel dibattito sulla giustizia sportiva italiana. A sottolinearlo è il ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, che ha commentato il pronunciamento dei giudici europei evidenziando la necessità di una riforma del sistema, nel solco dei principi affermati dalla Corte.

«La sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea offre indicazioni di grande rilievo per l’intero sistema sportivo, che necessitano di una competenza tecnica per comprenderne la portata e le implicazioni», ha dichiarato Abodi.


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Secondo il ministro, il principio affermato dalla Corte è pienamente coerente con i valori dell’ordinamento italiano: «In termini generali, non possiamo che condividere i principi affermati dai giudici europei, che sono poi gli stessi sui quali si basa la nostra Costituzione: a tutti i tesserati, dagli atleti ai dirigenti, deve essere assicurata una tutela giurisdizionale piena ed effettiva, soprattutto quando sono in gioco diritti fondamentali tutelati dall’ordinamento giuridico».

Abodi ha quindi sottolineato come la pronuncia imponga una riflessione complessiva sul ruolo e sull’autonomia della giustizia sportiva: «Questa pronuncia impone una risolutiva riflessione sulle caratteristiche e sulle prospettive della giustizia sportiva, nella sua autonomia che ho sempre ritenuto relativa e non assoluta, traendo decisivo impulso dal pronunciamento della Corte di Giustizia Europea e facendo tesoro del primo modulo di riforma generale del sistema approvato dal Consiglio Nazionale del CONI alcuni giorni fa, a seguito di un impulso congiunto dell’Ente e del Governo».

Il ministro ha inoltre ribadito che il percorso di revisione dell’attuale sistema è già stato avviato e dovrà svilupparsi tenendo conto sia dei principi indicati dalla Corte di Giustizia sia delle future decisioni della magistratura italiana: «Il percorso riformatore è tracciato, avendo come faro i principi richiamati dalla Corte e, prima ancora, sanciti dalla nostra Carta costituzionale. L’iter di riforma si svilupperà in modo sinergico con le prossime pronunce della magistratura interna, garantendo un processo decisionale condiviso con tutti i portatori d’interesse del mondo dello sport, per assicurare preliminarmente terzietà, indipendenza e parità di trattamento».

Le parole del ministro arrivano all’indomani della sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione europea sul caso Agnelli, destinata ad avere un impatto rilevante sul rapporto tra ordinamento sportivo e giustizia ordinaria. Il pronunciamento dei giudici di Lussemburgo, infatti, richiama la necessità che gli organi di giustizia sportiva assicurino una tutela effettiva dei diritti riconosciuti dall’ordinamento dell’Unione, tema destinato a incidere sul futuro assetto della giustizia sportiva italiana e sul percorso di riforma già avviato dal Governo e dal CONI.

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