Calcionews24
·19 febbraio 2026
Accomando: «Bastoni ha sbagliato ma il vero problema è il protocollo. Basta ipocrisie. Scudetto? Tutto ancora aperto » – ESCLUSIVA e VIDEO

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Orazio Accomando, noto giornalista, è intervenuto in esclusiva a Calcionews24. Le sue dichiarazioni:
Partiamo dalla Juve: i bianconeri di Spalletti arrivano da due pesanti sconfitti tra campionato e Champions League. Pensi che i due KO possano avere ripercussioni sul proseguo della stagione?
«Considerando il rendimento degli ultimi mesi credo che incideranno poco. Va analizzata la maturità e la forza reale di questa squadra perchè se tu affronti una partita da dentro o fuori in Coppa Italia e prendi tre gol, se affronti un derby d’Italia che vale tanto per te perchè potevi tenere il passo dell’Inter e magari riaprire per tutti il discorso scudetto ed esci sconfitto, tra polemiche e non solo ma esci sconfitto, vai a giocarti un’andata del playoff di Champions League e ancora una volta si palesa un’immaturità e una non prontezza della Juve ad affrontare in questo momento determinati tipi di partite significa che il percorso è ancora lungo. Io comunque vedo dei segnali positivi. Il primo è sicuramente Spalletti perchè chiaramente non possiamo non analizzare quanto accaduto nell’ultimo mese. Ripeto, tre partite che dovevano dimostrare la forza e la maturità della Juve ma anche il miglioramento di un percorso fatto con Spalletti che invece ha palesato le difficoltà che ci sono da sempre. Quindi mi chiede cosa sia cambiato nelle ultime settimane in casa Juventus perchè se anche si trovano segnali incoraggianti per il futuro in termini di gioco e di interpreti oggi nel concreto di miglioramento c’è poco. Se vado a pesare i risultati, i numeri sono impietosi nelle ultime gare. La Juve non solo non ha alzato l’asticella ma l’ha addirittura abbassata di recente».
Passando all’episodio Bastoni-Kalulu, per il quale peraltro l’interista si è scusato, quanto pensi abbia condizionato la gara e più in generale se credi che vadano inasprite le pene per i simulatori che stanno aumentando nonostante il VAR…
«Parto dalla fine: sai perchè i simulatori stanno aumentando? Aumentano perchè il protocollo, l’oggettività e la soggettività oggi sono un problema. Sono un problema perchè basta un tocco anche minimo nel fermo immagine che gli arbitri poi devono andare a rivedere per dare il calcio di rigore o calcio di punizione o il cartellino rosso come in questo caso. E quindi io la critica non la faccio a Bastoni perchè Bastoni è un calciatore e sono d’accordo con chi dice che dall’alba dei tempi i calciatori hanno sempre simulato e sempre simuleranno. Sfido chiunque in questo momento a uscire fuori dall’ipocrisia: se io e te stasera andiamo a fare una partita di calcetto e c’è un minimo contatto all’interno dell’area di rigore di calcio a 5 stai tranquillo che proviamo a prenderci rigore. Questo vale sia se giochi con i tuoi amici per strada sia se fai la Champions League. E quindi Bastoni ha sbagliato sì, ha sbagliato nell’esultanza, però è quello che secondo me ha meno colpe. La colpa secondo me principale è di una classe arbitrale che in questo momento mi sembra molto in difficoltà e non all’altezza rispetto al livello che la Serie A vuole provare a tenere o quantomeno raggiungere. Questo perchè anche a livello di personalità La Penna non era adatto ad arbitrare un tipo di partita come Inter-Juve. Se tu devi fare questo tipo di esperimenti falli all’andata. All’andata, con un campionato ancora da giocare, puoi testare il livello degli arbitri. Non lo puoi fare adesso dove le partite pesano il doppio. Inutile che giriamo intorno. L’Inter si giocava una fetta importante di scudetto, la Juventus la possibilità di riaprire la corsa scudetto o comunque di tenere il passo per il quarto posto. Per me La Penna, a prescindere da quell’episodio, dove ha commesso un’eresia condizionando la partita, bellissima fino a quel momento, non è stato all’altezza per tutti i 90 minuti. Sul discorso delle simulazioni il problema è il loro. Il problema è quello di un protocollo che oggi permette ai giocatori di accentuare questo tipo situazioni. Non andiamo tanto lontano: Krasic era stato squalificato per simulazione, lui come altri. Bastoni ha accentuato un contatto minimo ma va di pari passo con tutto quello che oggi il regolamento prevede. Per me non c’era nulla ma se vai ad analizzare il fermo immagine col regolamento odierno chi è che stabilisce se la mano di Kalulu su Bastoni sia un contatto lieve o intenso? I giocatori quindi sono giustificati ed è la cosa più brutta. Se te negli ultimi anni hai dato 100 rigori quando Rocchi ad ogni incontro dice che vogliono togliere i rigorini e poi ce ne sono 300 a campionato capisci bene che i giocatori sono giustificati dal fare tutto quello che vogliono».
Sentendo le tue parole, immagino quale sia la tua posizione sull’ipotesi ventilata negli ultimi giorni di non convocare Bastoni in Nazionale…
«Ma va, siamo sempre lì. In passato Totti ha sbagliato, non lo avremmo mai dovuto convocare in Nazionale. Cassano uguale. Ripeto: Bastoni ha senza dubbio sbagliato ma quando sbaglia Materazzi e vinciamo il Mondiale il difensore dell’Inter è diventato un eroe. Rimaniamo al 2006: andiamo avanti negli ottavi perchè Grosso si tuffa dopo un minimo contatto con l’Australia e Totti segna il rigore. Quando le cose ci vanno bene a prescindere dalla tifoseria siamo tutti favorevoli. L’idea di non convocare Bastoni è assolutamente una sciocchezza che non meritava nemmeno di avere risalto perchè sbagliano tutti, non solo Bastoni. Si resetta e si va avanti. Non mi sembra un motivo per non convocarlo».
A prescindere dalle polemiche, nella corsa scudetto l’Inter ha portato a casa tre punti pesanti. Pensi che la corsa al titolo sia ormai terminata a favore dei nerazzurri?
«Ci sono ancora troppe giornate per darlo per chiuso. Certo che in questo momento la pressione è tutta sul Milan perchè l’Inter è a +7 dopo Milan-Como, perchè la squadra di Chivu continua a dare continuità a un filotto di vittorie che l’ha portata in testa con distacco».
Hai citato il Milan che resta la prima inseguitrice dell’Inter. Come giudichi il lavoro di Allegri?
«Per me il lavoro di Allegri è straordinario. Molti si soffermano solo sui punti, e in questo senso è chiaro il miglioramento, ma se vado ad analizzare ciò che era il Milan dentro e fuori dal campo un anno fa per il Milan ha già vinto il suo scudetto. Ti aggiungo anche che non sopporto quando si ragiona per partito preso. Non voglio fare nomi perchè ognuno ha la propria idea e a me piace rispettare le idee degli altri perchè è l’unico modo per creare un confronto, però mi sorprende quando leggo che Allegri non migliora i giocatori. Io mi ricordo Pavlovic l’anno scorso, mi ricordo Tomori post scudetto, mi ricordo Maignan l’anno scorso, quindi quando parlo di Allegri parlo anche di Filippi e del suo staff perchè chiaramente fanno parte della squadra del mister. Vogliamo parlare di Bartesaghi, di Saelemaekers che il Milan aveva cestinato per due stagioni, vogliamo parlare anche dello stesso Leao al netto dei problemi fisici che ne stanno pregiudicando l’annata? Io credo che Allegri abbia dunque fatto un grande lavoro. Uno degli esempi è Ricci. Ricci ha avuto la pazienza di stare lì, buono, capire che il passaggio dal Torino al Milan era un passaggio che richiedeva tempo d’inserimento. Oggi Ricci quando gioca lo fa bene, vedi l’assist a Modric a Pisa. Per me, ripeto, il lavoro di Allegri è straordinario, sta facendo un capolavoro. Gli credo quando dice che l’obiettivo è arrivare tra le prime quattro però se un pò lo conosco, e un pò l’ho conosciuto in questi anni, fino a quando l’aritmetica non lo taglia fuori lui un pensierino ce lo fa».
Passando ai temi di casa Lazio, considerate le difficoltà nelle quali sta lavorando credi che l’eventuale vittoria della Coppa Italia possa essere considerato un miracolo di Sarri?
Miracolo no perchè il miracolo lo vedo più su una competizione lunga. Il percorso in Coppa Italia è già un capolavoro per quelle che sono le condizioni della Lazio, è vero, però alla fine sono 4 partite, 5 considerando andata e ritorno della semifinale. Quindi miracolo non mi sento di dirlo ma sicuramente la Lazio ha capito che quella è la strada per andare in Europa e proverà a raggiungerlo».
Ti stupisce invece il percorso del Cagliari di Pisacane?
«Il mio parere sul Cagliari di Pisacane è assolutamente positivo al netto della sconfitta interna contro il Lecce. Alti e bassi però anche in questo caso andiamo ad analizzare: la gestione di Pisacane al primo anno in Serie A per me è ottima. La gestione dei giovani: valorizzati tantissimo, Palestra in primis. Idrissi mi sembra uno che è stato valorizzato, Felici prima dell’infortunio era uno abbastanza importante, ha cambiato ruolo a Gaetano, ha valorizzato Kılıçsoy e lo stesso Esposito. Nella prima parte di stagione soprattutto ha dato possibilità a Borrelli che in Serie B non andava oltre i 10 gol e comunque è stato protagonista in Serie A. Ha valorizzato Zé Pedro, non ha paura a lanciare i giovani. E’ semplice farlo quando sei decimo in classifica, diverso quando lo fai in piena bagarre salvezza. Lui è stato bravissimo a farlo. E’ in linea con quelli che sono gli obiettivi. Poi chiaramente tracceremo una linea a fine campionato quando avremo la classifica davanti però secondo me è uno che si è guadagnato credibilità e anche una discreta conferma per il futuro».
Chiudo con una curiosità: come giudichi il lavoro di Cuesta a Parma. Per lui, a 30 anni, prima stagione in Serie A e un calcio molto vicino a quello di Allegri…
«Cuesta lo metto nella parte sinistra degli allenatori che stanno facendo meglio e ti spiego perchè. Perchè tutti lo avevamo giudicato solo per la provenienza, le idee, la nazionalità, il fatto che è stato vice di Arteta. Tutti si aspettavano un Parma spumeggiante. Ma il Parma a inizio stagione aveva una rosa per fare un calcio assolutamente spumeggiante? No. Vi assicuro di no perchè l’ho commentato tante volte. Senza nulla togliere a nessuno. Io ho commentato la partita contro il Verona condizionata sì dall’espulsione di Orban all’11’ minuto ma nei primi 11 minuti il Parma ha giocato con grande qualità e grande pressione offensiva. C’era Strefezza che inevitabilmente ti alza il livello tecnico. La vai a chiudere sicuramente in superiorità numerica con Nicolussi, Bernabé, Oristanio, Ondrejka, Strefezza dietro Pellegrino. Non credo che giocherà sempre così però alla fine qual è l’obiettivo di Cuesta? Provare a valorizzare i giovani e i talenti che il Parma ha, e ne ha diversi. Ha giocato mezzo campionato senza il portiere titolare, è a +8 sulla zona retrocessione con dietro altre 6 squadre quindi in questo momento è dodicesimo in classifica quindi abbastanza sicuro, poi la sicurezza chiaramente te la deve dare la continuità. Che cosa ci si aspettava quindi da Cuesta? Fare più calcio spettacolo e perdere tutte le partite 3-0 essendo oggi magari a 24 punti e rischiare di andare in Serie B? Per me ha dimostrato di essere un allenatore pronto e maturo. Molto più pronto e più maturo rispetto all’età che ha. Se devo fargli una critica, cosa che ho fatto già in passato, ci sono stati alcuni episodi che secondo me sono passati come fenomenate che poi alla fine non sono ben riuscite. Quando ad esempio contro il Napoli, poi alla fine ha avuto ragione perchè ha fatto 0-0, decidi di lasciare fuori Corvi facendo esordire il terzo portiere che comunque è stato il migliore in campo, lascia fuori Bernabé, Pellegrino e Ondrejka dal primo minuto mi fai capire che forse ogni tanto devi andare sulla retta via. Però fa parte del suo percorso di crescita, quindi questo è un asterisco che metto e non una matita rossa. Per me ha fatto assolutamente bene quest’anno».









































