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·6 marzo 2026

Accuse di violenza sessuale: chiesti 10 anni di carcere per Rafa Mir in Spagna

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La procura spagnola ha richiesto una pena complessiva di dieci anni e mezzo di carcere per Rafa Mir, attaccante dell’Elche, accusato di aggressione sessuale aggravata. Gli episodi contestati, come riportato da Marca, risalirebbero alla notte tra il 31 agosto e il 1° settembre 2024, periodo in cui il giocatore vestiva la maglia del Valencia. Nel dettaglio, l’accusa ha chiesto nove anni di reclusione per il reato sessuale aggravato e altri diciotto mesi per lesioni.

Oltre alla richiesta di pena detentiva, il pubblico ministero ha proposto anche sette anni di libertà vigilata, il divieto per tredici anni di avvicinarsi a meno di 500 metri dalla presunta vittima e otto anni di interdizione da professioni che comportino contatti con minori. È stato inoltre chiesto un risarcimento di 64mila euro per i danni fisici e morali subiti dalla donna.


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La situazione dell’attaccante si complica ulteriormente per un altro episodio recente. Durante la partita tra Elche ed Espanyol dello scorso 1° marzo, terminata 2-2 con un gol allo scadere proprio di Mir, il giocatore è stato accusato di aver rivolto presunti insulti razzisti al difensore dell’Espanyol Omar El Hilali.

La ricostruzione dei fatti: cosa dicono accusa e difesa

La denuncia di violenza sessuale è stata presentata da una ragazza di 21 anni che avrebbe incontrato Mir in una discoteca di Valencia. Secondo la ricostruzione, alla chiusura del locale la giovane e un’amica si sarebbero spostate nell’abitazione del calciatore, situata nella zona residenziale di Torre en Conill, nel comune di Bétera, insieme a Mir e ad altri due amici.

Stando alla versione dell’accusa, l’episodio contestato sarebbe avvenuto inizialmente nella piscina della casa e successivamente nel bagno dell’abitazione. La procura sostiene che il calciatore avrebbe costretto la donna a subire atti sessuali nonostante i ripetuti rifiuti. La presunta vittima avrebbe riportato anche una contusione a un braccio e, secondo la documentazione medica citata negli atti, soffrirebbe di un disturbo d’adattamento con ansia e umore depresso.

Dopo la denuncia, Mir era stato arrestato nel 2024 e trattenuto in stato di fermo per quasi due giorni, con le accuse di aggressione sessuale e lesioni. Interrogato dal giudice, il giocatore ha negato ogni addebito, sostenendo che i rapporti fossero consensuali, ed è stato successivamente rimesso in libertà provvisoria.

L’indagine e il successivo processo

Nell’ottobre 2025 il tribunale ha disposto il rinvio a giudizio del calciatore, ritenendo che l’inchiesta avesse raccolto elementi sufficienti per procedere. Nei confronti di Mir è stata inoltre fissata una cauzione di 12.500 euro.

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